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Carlo Ruta: sentenza


http://parvatim.files.wordpress.com/2007/10/censura.jpg

Ricevo e giro:


Comunicato stampa


Libertà sul web e caso Ruta. Sentenza shock

Le motivazioni della condanna non appartengono ai contesti di una vera democrazia. Secondo il giudice, il blog Accadeinsicilia era
addirittura un giornale quotidiano. Per l'informazione in rete potrebbe
essere l'inizio del countdown.


Il testo della sentenza emessa dal giudice Patricia Di Marco, che per
la prima volta in Italia e in Europa ha condannato per stampa
clandestina il curatore di un blog, non solo legittima la
preoccupazione e la protesta che si sono levati dalle rete e dal paese
negli ultimi mesi, ma offre ulteriori motivi di allarme. Come attestano
le carte processuali e le note informative della polizia postale di
Catania, la periodicità regolare di "Accadeinsicilia" non è stata
assolutamente provata. Non poteva esserlo del resto, trattandosi di un
normale blog. Il giudice conclude nondimeno che il sito citato non era
soltanto un periodico: era addirittura un giornale quotidiano, condotto
in clandestinità. Un assurdo, evidentemente: ma per far quadrare il
circolo di una condanna necessaria, a dispetto della discontinuità di
pubblicazione che emergeva dai dati, non ci poteva essere altra
soluzione.
Tale fatto giudiziario viene da un contesto difficile. Come
testimoniano numerosi eventi, alcuni poteri forti della Sicilia,
sottoposti a critica, stanno facendo il possibile per far tacere Carlo
Ruta, reo solo di credere nel proprio lavoro di ricerca e
documentazione. Basti dire che solo negli ultimi mesi sono state
inflitte allo storico ben quattro condanne, a pene pecuniarie e
risarcimenti ingentissimi, per complessivi 97 mila euro, presso tre
tribunali della regione. La gravità della condanna di Modica, pur
rappresentativa del "senso della giustizia" che vige in taluni ambiti
della frontiera siciliana, va comunque ben oltre gli scenari di
riferimento, recando un naturale riscontro nell'attuale situazione
politica, che sempre più pone in discussione le libertà sancite dall'
articolo 21 della Costituzione.
Lontana dai motivi di una vera democrazia, ma prossima alle logiche
che vigono a Teheran e a Pechino, la sentenza siciliana apre di fatto
un varco pericolosissimo, offrendo ai potentati italiani, sempre più
timorosi della libertà sul web, un precedente per poter colpire i
blogger scomodi, i siti che fanno informazione libera, documentazione,
inchiesta. E' quindi importante che la risposta a tale atto, già
imponente in rete e significativa in altri ambiti, si estenda
ulteriormente.


Giovanna Corradini (redattrice)
Paolo Fior (giornalista)
Nello Lo Monaco (geologo)
Vincenzo Gerace (cancelliere)
Roberto S. Rossi (giornalista)
Carlo Gubitosa (giornalista scrittore)
Carla Cau (associazionismo ragusano)
Serena Minicuci (giornalista)
Vincenzo Rossi (giornalista)
Teodoro Criscione (studente)

Per contatti e informazioni: accadeinsicilia@tiscali.it - www.giornalismi.info
Per testimonianze: carlo.ruta@tin.it

Si prega di pubblicare e diffondere il presente comunicato. Viene altresì suggerita la pubblicazione e la diffusione della sentenza, trasmessa in allegato, ritenendo sia importante farne conoscere appieno i contenuti, ai fini della discussione e delle risposte possibili. Si ringrazia vivamente.


Purtroppo non la posso pubblicare, ma posso linkare chi l'ha pubblicata: Censurati.it

Siamo tutti clandestini!!!!

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Blog e' stampa clandestina

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Data inserimento: 01-09-08






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Commenti al post

La sentenza siciliana che ha condannato l'informazione in rete, ritenendola né più né meno che un crimine, sta suscitando proteste e allarme sul web e in ogni ambito del paese civile e responsabile. Le ragioni sono pesanti come pietre. Sono stati attaccati princìpi che hanno fatto la storia del pensiero democratico: i medesimi per i quali, nel nostro paese, uomini come i fratelli Rosselli, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Eugenio Curiel, Giovanni Amendola, hanno speso il loro impegno e dato la vita. E' stato puntato e centrato in particolare il principio della libera espressione, che, rappresentativo delle libertà tutte e momento rivelatorio di uno Stato democratico, costituisce un cardine della Costituzione repubblicana

L'attuale governo italiano, che si sta connotando sempre più in senso illiberale, non può sottrarsi a questo punto al dovere morale di rispondere al moto di protesta di questi giorni. Basta con gli infingimenti. Non si aspetti che l'onda di piena dell'indignazione si plachi. Si farà il possibile perché non si fermi. E' in gioco appunto la democrazia, nella sua frontiera più avanzata e aperta, rappresentata dalla libera espressione in rete, dalla comunicazione che irrompe e prorompe in senso orizzontale, che rende i cittadini protagonisti in modo nuovo. E' in gioco, come si diceva, la Costituzione, che, come ci ha ricordato Piero Calamandrei, non è nata nei salotti, né nelle stanze del potere, ma sulle montagne, accanto ai corpi degli uccisi, tra i fuochi delle città in rivolta.

E' necessaria una legge subito, che, distante da ogni possibilità di equivoco sul piano interpretativo, fermi in via definitiva le trame censorie e repressive dei poteri forti del paese, per vocazione illiberali e antidemocratici. E' altresì necessario che il legislatore prenda atto che l'informazione sul web non può recare limitazioni di principio. La rete è un luogo cardine del nostro tempo, in cui la democrazia prende corpo e voce, con l'esercizio del confronto. Non può essere quindi annichilita, come avviene in Iran e in Birmania. Si fa appello allora alle realtà del web, della comunicazione a tutti i livelli, del paese civile e responsabile, perché la mobilitazione continui ad oltranza, con iniziative forti. La sentenza siciliana, come ha scritto un blogger, potrebbe essere una delle ultime "perle" di una collana che, giorno dopo giorno, sta mutandosi in un cappio. E si tratta di fare il possibile perché questo non avvenga. Occorre impedire che si consumi in Italia il rogo della libera espressione, memori del resto che i roghi delle idee possono essere preparatori di regimi a scena aperta.

Carlo Ruta


Postato da Francesco Beato in data 04/09/2008 alle ore 22:04:27 con Firefox in Linux


Ultimo comunicato stampa


Sentenza oscurantista sul web. L'allarme e la mobilitazione si
estendono in Grecia. Decine di blog prendono posizione. Numerose note
di protesta indirizzate all'ambasciata italiana di Atene.


Mentre in Italia la risposta del web alla condanna dello storico
Carlo Ruta per stampa clandestina cresce di giorno in giorno, a seguito
della pubblicazione del testo della sentenza emessa dal giudice
Patricia Di Marco, ripercussioni significative del caso si hanno in
Grecia. Numerosi blog ed esponenti della cultura di tale paese stanno
prendendo infatti posizione contro la condanna, intesa come espressione
dei poteri torbidi che stringono il sud e di politiche governative
scopertamente illiberali. Constatata quindi la gravità della situazione
che si è venuta a creare in Italia, vengono denunciati sui siti greci i
pericoli che, dopo tale evento giudiziario, ricadono su tutti i paesi
dell'Unione Europea, in merito alla libera espressione in rete. Dai
blog e da altre fonti si ha altresì notizia di numerose note di
protesta indirizzate all'Ambasciata italiana di Atene, oltre che, nella
medesima capitale, alle sedi del Consolato e dell'Istituto Italiano di
Cultura. Ad animare la protesta, fra gli altri, è lo studioso ateniese
Nikos Klitsikas, esiliato politico in Italia nel periodo della
dittatura dei Colonnelli e, negli anni più recenti, storico delle trame
nere in Europa, in collaborazione con Andrea Speranzoni.


Giovanna Corradini (redattrice)
Paolo Fior (giornalista)
Nello Lo Monaco (geologo)
Vincenzo Gerace (cancelliere)
Roberto S. Rossi (giornalista)
Carlo Gubitosa (giornalista scrittore)
Carla Cau (associazionismo ragusano)
Serena Minicuci (giornalista)
Vincenzo Rossi (giornalista)
Teodoro Criscione (studente)
Antonella Serafini (giornalista)
Angelo Genovese (studente)
Giuseppe Virzì (blogger)



Si prega vivamente di pubblicare e diffondere.


Per informazioni: accadeinsicilia@tiscali.it


Postato da Francesco Beato in data 04/09/2008 alle ore 21:15:35 con Firefox in Linux


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