HOME BLOG CHAT DOWNLOAD CONTATTO

Politica
Linux
Petizioni
Poesie
Racconti
Vario


I post piu' letti
- Report censura "Censura Legale"





Altri Blog
Arrakis

Altro Linux
Openmamba-linux
Debian Italia
Topolinux

Striscia di Gaza


http://www.laltralombardia.it/immagini/gazamap.jpg

Cos'è? Dov'è? Perché è? Cosa sta succedendo? Perché sta succedendo? A cosa porterà quello che sta succedendo? Chi ha ragione? Chi ha cominciato? A chi giova? Chi ci rimette? Qualche TG ha mai dato risposta ad almeno due di queste domande? Se sì io me lo sono perso.
Vediamo di mettere un po' d'ordine...

Col termine Striscia di Gaza si indica un territorio palestinese confinante con Israele e Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una piccola regione costiera (una striscia di circa 360 km² di superficie) ma densamente popolata (circa 1.400.000 abitanti di etnia arabo palestinese).
La Striscia di Gaza non è riconosciuta internazionalmente come parte di qualsiasi paese sovrano. Si sostiene da parte della Autorità nazionale palestinese che sia parte dei territori palestinesi, anche se in seguito alla battaglia di Gaza (2007), il controllo effettivo del territorio è passato ad Hamas. Israele, che ha governato la Striscia di Gaza dal 1967 al 2005, ancora controlla lo spazio aereo della striscia, le sue acque territoriali e l'accesso marittimo, così come il lato israeliano della barriera tra Israele e la Striscia di Gaza. L'Egitto, che ha governato la Striscia di Gaza tra il 1948 ed il 1967 ne controlla la frontiera meridionale.

Israele ha occupato la Striscia di Gaza di nuovo nel giugno 1967 durante la guerra dei sei giorni. L'occupazione militare è durata per 27 anni, fino al 1994. Tuttavia, secondo gli accordi di Oslo, Israele mantiene il controllo dello spazio aereo, le acque territoriali, l'accesso off-shore marittimo, l'anagrafe della popolazione, l'ingresso degli stranieri, le importazioni e le esportazioni, nonché il sistema fiscale.

Controllo dell'ANP (1994-2007)
L'Autorità palestinese (ANP), guidata da Yasser Arafat, ha scelto la città di Gaza, come la sua prima sede provinciale. Nel settembre 1995, Israele e l'OLP firmarono un secondo accordo di pace che estende l'amministrazione dell'Autorità palestinese alla maggior parte delle città della Cisgiordania. La Pubblica Amministrazione della Striscia di Gaza e Cisgiordania sotto la leadership di Arafat ha visto episodi di cattiva gestione.
Il 14 agosto 2005 il governo israeliano ha disposto l'evacuazione della popolazione israeliana dalla 'Striscia' e lo smantellamento delle colonie che vi erano state costruite (piano di disimpegno unilaterale israeliano).
Il 15 agosto ebbe inizio l'operazione 'Mano tesa ai fratelli', che tendeva a conseguire pacificamente lo sgombero dei coloni israeliani insediatisi nelle Striscia di Gaza e in alcuni insediamenti della Cisgiordania. I soldati israeliani passarono casa per casa, tentando di convincere i coloni rimasti a partire.
Il governo israeliano ordinò ad ogni colono di nazionalità israeliana di abbandonare gli insediamenti entro la mezzanotte, considerando chiunque fosse rimasto oltre il limite prefissato in condizione di illegalità. Dopo la mezzanotte, il governo concesse due giorni di tolleranza, durante i quali le colonie furono progressivamente circondate da 40.000 militari e poliziotti israeliani, in un'area in cui la concentrazione di abitanti per metro quadrato rappresentava una delle più alte in assoluto di tutto il globo.
Tutti i coloni che partirono entro la mezzanotte del 16 agosto, ebbero la possibilità di utilizzare mezzi propri e si videro riconosciuto il diritto all'indennizzo stanziato dal governo. Trascorsi i due giorni di tolleranza, dalla mezzanotte del 17 agosto ebbe inizio l'evacuazione forzata: i militari furono autorizzati ad imballare ed a caricare in container beni e mobili rimasti nelle case. I coloni ancora presenti furono spostati di forza dagli insediamenti.
Nella colonia di Nevé Dekalim, l'insediamento più importante della regione, si sono avuti gli scontri più violenti. Qui vivono più di 2.600 persone. In serata era circondato dalla polizia e dai militari. Secondo fonti da verificare un portavoce dell'esercito, parlando degli elementi israeliani più oltranzisti che rifiutavano di abbandonare il territorio palestinese occupato dal 1967, affermò che «il nostro problema non sono gli abitanti originari ma i militanti contrari all'evacuazione che si sono infiltrati illegalmente a Gaza».
Lo sgombero della Striscia terminò il 22 agosto, con il trasferimento delle ultime famiglie della colonia di Netzarim. I soldati impegnati nell'evacuazione furono trasferiti in Cisgiordania, dove vennero evacuati i coloni di Hamesh e Sa-Nur.
L'11 settembre, con una cerimonia molto sobria svoltasi presso i resti della colonia di Nevé Dekalim, i comandanti militari di Israele ammainarono la loro bandiera a Gaza. Verso sera, lunghe colonne di mezzi militari israeliani abbandonarono la Striscia.
Il 12 settembre 2005 il territorio della Striscia di Gaza passò in mano palestinese, e gli abitanti ebbero accesso alle aree che erano state loro precedentemente vietate. Alcuni palestinesi ne approfittano per vendicarsi dell'occupazione dando fuoco alle sinagoghe abbandonate e a circa 10 milioni di dollari di infrastrutture fra cui serre per coltivazioni. Il partito di al-Fatah governa in questo modo ufficialmente sulla striscia di Gaza, primo pezzo dello stato di Palestina.
( Link )



Vien da chiedersi cos'è lo stato di Palestina allora:
Una dichiarazione di uno 'Stato di Palestina' si è svolta ad Algeri il 15 novembre 1988, da parte del Consiglio nazionale palestinese, l'organo legislativo della Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Il proclamato 'Stato di Palestina' non è e non è mai stato effettivamente uno stato indipendente, in quanto non ha mai avuto alcuna sovranità sul territorio nella storia.
Attualmente, l'Autorità nazionale palestinese (Anp), insieme con gli Stati Uniti, l'Unione europea, e la Lega araba, prevedeva la creazione di uno Stato di Palestina a comprendere in tutto o in parte della Cisgiordania, la striscia di Gaza e Gerusalemme Est , in modo da vivere in pace con Israele nel quadro di un governo democraticamente eletto e trasparente. L'ANP, tuttavia, non rivendica la sovranità su qualsiasi territorio e, pertanto, non vi è governo dello 'Stato di Palestina' proclamato nel 1988.
La dichiarazione del 1988 è stato approvato nel corso di una riunione ad Algeri, con un voto favorevole di 253-46, con 10 astensioni. The declaration invoked the Treaty of Lausanne (1923) and UN General Assembly Resolution 181 in support of its claim to a 'State of Palestine on our Palestinian territory with its capital Jerusalem '.
La dichiarazione invocata il trattato di Losanna (1923) e la risoluzione 181 dell' Assemblea generale delle Nazioni Unite, in sostegno della sua domanda di uno 'Stato di Palestina sul nostro territorio palestinese con capitale Gerusalemme'.
Il proclamato 'Stato di Palestina' è stato immediatamente riconosciuto dalla Lega araba, e circa la metà di tutto il mondo i governi riconoscono oggi. Esso mantiene le ambasciate di questi paesi (che sono generalmente le delegazioni OLP). Lo Stato di Palestina non è riconosciuto dalle Nazioni Unite, anche se l'Unione europea, così come la maggior parte degli Stati membri, mantenere rapporti diplomatici con l'Autorità nazionale palestinese, istituita nell'ambito degli accordi di Oslo. Leila Shahid, rappresentante del ANP in Francia dal 1984, è stato nominato nel novembre 2005 il rappresentante del ANP per l'Europa.


Non è uno stato, ma ha un governo, già questo dovrebbe far comprendere che non si può silurare l'argomento di una guerra in questo territorio dicendo 'sono stati lanciati dei missili da parte di Hamas verso lo stato di Israele' è una cosa ridicola, non si può e non si deve ignorare la storia e neanche il contesto della storia stessa, parlare di lancio di missili come di una fine tregua in uno stato che non è stato in una zona che non ha nemmeno un confine geografico, in una zona in cui la gente muore di fame per via dei conflitti interni e esterni dovuti proprio alla non esistenza di questo stato è sbagliato e chi lo fa lo fa per malafede.

L'obiettivo a lungo termine di Hamas -specificato nel suo statuto- è la distruzione di Israele. Hamas dal canto suo ha vinto le elezioni, quindi è quello che la popolazione voleva: distruggere Israele, perché?

1-
Dalle vivaci proteste nelle università egiziane, annaffiate dagli idranti e disperse dai manganelli della polizia, alle navi cariche di medicinali e generi alimentari, che non arrivano a destinazione, passando per le tensioni tra gli integralisti di Hamas e gli intransigenti di Fatah: tutto il mondo arabo è mobilitato a tentare di forzare il blocco imposto da Israele ormai da due anni sulla Striscia di Gaza.
Con particolare impegno per la grande festa musulmana del 'Gran Bayram' (secondo l'espressione turca) o Eid el Ahda (più marcatamente islamica) che chiude il periodo del gran pellegrinaggio alla Mecca. Già la Libia aveva tentato di inviare la nave Al Marwa con 3.000 tonnellate di aiuti a Gaza, proprio per rifornire i palestinesi della Striscia con generi che non hanno la possibilità di importare diversamente. Il battello è stato, però, dirottato dalla marina israeliana verso il porto egiziano di Al Arish. ( Link Link )

2-
Gaza confina con due stati, e non con uno solo.
E tutti e due gli stati impongono lo stesso embargo a Gaza.
Alcuni mesi fa, un convoglio di aiuti per la striscia di Gaza, raccolti in Egitto, è stato intercettato già alla partenza al Cairo.
Dopo l'intercettazione, gli organizzatori del Comitato Popolare per eliminare il blocco della Striscia di Gaza si sono rivolti ai tribunali amministrativi. Il tribunale amministrativo aveva sentenziato l'illegalità dell'intercettazione.
Forti di questa sentenza, sabato scorso è partito un nuovo convoglio, accompagnato da ben 50 parlamentari. Il convoglio è stato bloccato di nuovo al punto di partenza, nella piazza antistante il Consiglio di Stato nel Cairo. Due giornalisti sono stati arrestati. ( Link )

3-
L'agenzia Swissinfo, in un articolo dello scorso 13 Novembre, ha riferito che la Svizzera ha inoltrato formale protesta contro Israele per violazioni del diritto internazionale umanitario. L'accusa si riferisce all'arbitraria demolizione di case palestinesi a Gerusalemme Est e a Ramallah, in violazione delle regole della Convenzione di Ginevra relative all'occupazione militare. ( Link )

4-
Il Consiglio per i diritti umani dell'Onu redige anche 99 'raccomandazioni' per il governo di Tel Aviv
La politica che Tel Aviv porta avanti contro i palestinesi è 'un crimine contro l'umanità'.
Il pesante giudizio non arriva da un gruppo filo palestinese, ma dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite,
che ha stilato un rapporto in 99 punti per sollecitare Israele a cambiare politica. Per Richard Falk, che ha presentato il rapporto, l'assedio della Striscia di Gaza rappresenta una punizione collettiva che colpisce tutta la popolazione civile, e quindi un crimine contro l'umanità sul quale sarebbe giusto indagasse il Tribunale internazionale delle Nazioni Unite. 'Il governo di Israele sta ricevendo moltissime critiche da ufficiali solitamente molto cauti, ad un livello che non si vedeva più dai giorni dell'apartheid sudafricano - ha dichiarato Falk - ma nonostante questo mantiene l'assedio di Gaza in tutta la sua violenza, permettendo l'ingresso di una quantità di cibo e carburante che basta a mala pena a ritardare la fame e le malattie fra la popolazione'.
Il Consiglio per i diritti umani ha chiesto a Tel Aviv, fra le altre cose, di cessare immediatamente l'assedio e di liberare i detenuti arabi.
Israele ha esercitato uno stretto controllo su tutte le merci in entrata nella Striscia, dove vivono circa un milione e mezzo di palestinesi, dal giugno del 2007, da quando cioè Hamas ha vinto le elezioni ed è salita al potere.
Link;

Quando sono arrivato in Israele come rappresentante delle Nazioni Unite sapevo che vi potevano essere dei problemi all'aeroporto. E c'erano.
Il 14 Dicembre sono arrivato all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per svolgere il mio incarico di relatore speciale per le Nazioni Unite sui territori palestinesi.
Stavo conducendo una missione che aveva lo scopo di visitare la Cisgiordania e Gaza per preparare un rapporto sull'osservanza da parte di Israele dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Erano stati fissati degli incontri al ritmo di uno l'ora durante i sei giorni previsti, a cominciare da quello, il giorno seguente, con Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità Palestinese.
Sapevo che vi potevano essere dei problemi all'aeroporto. Israele si era fortemente opposta al mio incarico alcuni mesi prima e il suo ministro degli esteri aveva rilasciato una dichiarazione secondo cui avrebbe proibito il mio ingresso se fossi venuto in Israele nel mio ruolo di rappresentante dell'Onu.
Allo stesso tempo, non avrei fatto il lungo viaggio dalla California, dove vivo, se non fossi stato ragionevolmente ottimista sulle mie possibilità di riuscire a entrare. Israele era stata informata che avrei guidato la missione e avrei fornito una copia del mio itinerario, e aveva rilasciato i visti alle due persone che mi assistevano: un addetto alla sicurezza e un assistente, che lavorano entrambi nell'ufficio dell'alto commissario per i diritti umani a Ginevra.
Per evitare un incidente all'aeroporto, Israele avrebbe potuto o rifiutarsi di accettare i visti o comunicare alle Nazioni Unite che non mi avrebbero permesso di entrare, ma non è stata presa nessuna delle due misure. Sembra che Israele abbia voluto impartire a me, e in modo assai più significativo alle Nazioni Unite, una lezione: non vi sarà nessuna collaborazione con coloro che esprimono forti critiche sulla politica di occupazione israeliana.
Dopo che mi è stato negato l'ingresso, sono stato tenuto in custodia cautelare insieme a circa altre 20 persone con problemi d'ingresso. Da questo momento, sono stato trattato non come un rappresentante delle Nazioni Unite, ma come una sorta di minaccia per la sicurezza, sottoposto ad una perquisizione corporale minuziosa e alla più puntigliosa ispezione dei bagagli che abbia mai visto.
Sono stato separato dai miei due colleghi delle Nazioni Unite, a cui è stato permesso di entrare in Israele, e condotto nell'edificio di detenzione dell'aeroporto, distante circa un miglio. Mi è stato chiesto di mettere tutti i miei bagagli, insieme al cellulare, in una stanza e sono stato portato in un piccolo locale chiuso a chiave che puzzava di urina e di sudiciume. Conteneva altri cinque detenuti e costituiva uno sgradito invito alla claustrofobia. Ho passato le successive 15 ore rinchiuso in questo modo, il che è equivalso ad un corso intensivo sulle miserie della vita carceraria, inclusi lenzuola sporche, cibo immangiabile e luci che passavano dal bagliore all'oscurità, controllate dall'ufficio di guardia. ( Link )

Il Jerusalem Post ha riferito la settimana scorsa che un funzionario top delle Nazioni Unite ha chiesto di prendere 'misure concrete' contro Israele, a causa del trattamento che tale paese riserva ai palestinesi ( Link ).
Nella sua qualità di Presidente dell'Assemblea Generale dell'Onu, Miguel D'Escoto Brockmann ha detto che la comunità internazionale dovrebbe prendere in considerazione l'eventualità di infliggere sanzioni a Israele, inclusi 'il boicottaggio, il disinvestimento e sanzioni simili a quelle assunte contro il Sud Africa due decenni orsono.
D'Escoto ha detto di nutrire 'un grande amore' per il popolo ebreo, ma ha proseguito dicendo che l'Olocausto e altri storici crimini contro gli ebrei non danno a Israele 'il diritto di maltrattare gli altri, specialmente quelli che storicamente hanno relazioni così profonde ed esemplari con il popolo ebreo'.
Ha poi aggiunto di voler ricordare agli israeliani che nonostante 'lo scudo protettivo delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza', niente può scusare il fallimento della costituzione di uno stato palestinese. 'Questo fatto centrale mette in ridicolo le Nazioni Unite e ne danneggia enormemente l'immagine e il prestigio'.
'Oggi dovremmo forse considerare, noi delle Nazioni Unite, l'eventualità di seguire l'esempio di una nuova generazione della società civile che chiede un'analoga campagna non-violenta [rispetto a quella di 20 anni fa contro il Sud Africa]', ha detto D'Escoto. 'La politica d'Israele nei territori palestinesi appare simile all'apartheid del tempo che fu, un continente a parte, e ritengo sia molto importante che noi delle Nazioni Unite usiamo questo termine. Non dobbiamo aver paura di chiamare una cosa per quello che è'.
Le osservazioni di D'Escoto hanno inaugurato una seduta plenaria di due giorni sulla questione palestinese, in favore della giornata annuale delle Nazioni Unite di solidarietà con il popolo palestinese, fissata per il 29 Novembre.
Anche il rappresentante sudafricano, intervenendo nella seduta, ha sollevato lo spettro dell'apartheid, paragonando le condizioni della Cisgiordania e di Gaza a quelle di vent'anni fa nel proprio paese. Alcuni giorni prima, il giornale Cape Argus di Cape Town aveva riferito che il nome del Presidente del Sud Africa, Kgalema Motlanthe, nella sua veste di presidente della repubblica, figura in una petizione pubblica che protesta contro l''oppressione coloniale' del popolo palestinese da parte di Israele. ( Link )

Ne risulta quindi che ONU e Europa abbiano da ridire sulle dinamiche occupazionali di Israele anche se il solo pensare di poterne sollevare in Italia ci fa diventare invece automaticamente filo terroristi di Hamas, ma una cosa va detta e ribadita oggi più che mai: criticare un fatto un'opinione non vuol dire supportare l'opinione opposta, criticare Berlusconi non vuol dire essere comunisti e criticare i comunisti non vuol dire automaticamente essere berlusconiani e questa è una verità che va ribadita oggi più che mai: si chiama solo buon senso, spirito critico e capacità di pensiero.



Capita così che il 18 Dicembre Hamas annunci la fine della tregua siglata ( Link
), tregua che però prevedeva la fine del blocco di Gaza da parte di Israele cosa che evidentemente non è successa e quindi nei fatti non è stata Hamas a dir fine al patto di tregua siglato sei mesi fa.
Scoppia così l'ennesimo conflitto armato:

Mi riferiscono che i media occidentali hanno digerito e ripetono a memoria i comunicati diramati dai militari israeliani secondo i quali gli attacchi avrebbero colpito chirurgicamente solo le basi terroristiche di Hamas.
In realtà visitando l'ospedale di Al Shifa, il principale della città, abbiamo visto nel caos d'inferno di corpi stesi sul cortile, alcuni in attesa di cure, la maggior parte di degna sepoltura, decine di civili.
Avete presente Gaza?
Ogni casa è arroccata sull'altra, ogni edificio è posato sull'altro, Gaza è il posto al mondo a più alta densità abitativa, per cui se bombardi a diecimila metri di altezza è inevitabile che compi una strage di civili. Ne sei cosciente, e colpevole, non si tratta di errore, di danni collaterali.
Bombardato la centrale di polizia di Al Abbas, nel centro, è rimasta seriamente coinvolta nelle esplosioni la scuola elementare lì a fianco.
Era la fine delle lezioni, i bambini erano già in strada, decine di grembiulini azzurri svolazzanti si sono macchiati di sangue.
Bombardando la scuola di polizia Dair Al Balah, si sono registrati morti e feriti nel mercato li vicino, il mercato centrale di Gaza. Abbiamo visto corpi di animali e di uomini mescolare il loro sangue in rivoli che scorrevano lungo l'asfalto. Una Guernica trasfigurata nella realtà.
Ho visto molti cadaveri in divisa nei vari ospedali che ho visitato, molti di quei ragazzi li conoscevo. Li salutavo tutti i giorni quando li incontravo sulla strada recandomi al porto, o la sera per camminando verso i caffè del centro.
Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia mutilata.
La maggior parte erano giovani, sui diciotto vent'anni, per lo più non politicamente schierati ne con Fatah ne Hamas, ma che semplicemente si erano arruolati nella polizia finita l'università per aver assicurato un posto lavoro in una Gaza che sotto il criminale assedio israeliano vede più del 60% popolazione disoccupata.
Mi disinteresso della propaganda, lascio parlare i miei occhi, le mie orecchie tese dallo stridulo delle sirene e dai boati del tritolo.
Non ho visto terroristi fra le vittime di quest'oggi, ma solo civili, e poliziotti.
Esattamente come i nostri poliziotti di quartiere, i poliziotti palestinesi massacrati dai bombardamenti israeliani se ne stavano tutti i giorni dell'anno a presidiare la stessa piazza, lo stesso incrocio, la stessa strada.

Solo ieri notte li prendevo in giro per come erano imbacuccati per ripararsi dal freddo, dinnanzi a casa mia. ( Link )


Verso le 23:30 una bomba è precipitata a circa 800 metri dall'ospedale, l'onda d'urto a mandato in frammenti diversi vetri delle finestre, ferendo i feriti.
Un' ambulanza si è recata sul posto, hanno tirato giù una moschea, fortunatamente vuota a quell'ora.
Sfortunatamente, anche se non di sfortuna ma di volontà criminale e terroristica di compiere stragi di civili, la bomba israeliana ha distrutto anche l'edificio adiacente alla moschea, distruggendolo.
Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline.
5 sono morte, una è gravissima.

Hanno adagiato le bambine sull'asfalto carbonizzato, e sembravano bamboline rotte, buttate via perché inservibili.
Non è un errore, è volontario cinico orrore. ( Link )


La barca 'Dignity', carica di aiuti umanitari diretti alla popolazione di Gaza, dopo essere stata speronata dalla Marina israeliana e costretta a tornare in acque internazionali, potrà entrare in acque territoriali libanesi. La decisione è stata presa stamani dal presidente della Repubblica Michel Suleiman. Suleiman ha dato ordine alla Marina militare libanese di soccorrere 'Dignity', un'imbarcazione di 20 metri famosa per aver sfidato, lo scorso ottobre, il blocco israeliano. La barca, del movimento pacifista internazionale 'The Free Gaza Movement', era partita ieri dal porto cipriota di Larnaca, e trasportava alcune tonnellate di medicinali. A bordo numerosi attivisti, giornalisti e tre medici: un chirurgo ortopedico britannico, un chirurgo tedesco di origini palestinesi e una chirurgo pediatra cipriota. In un comunicato emesso stamani dopo l'incidente, il gruppo pacifista precisa che l'imbarcazione 'è stata gravemente danneggiata' durante lo speronamento con la motovedetta israeliana e 'sta facendo rotta verso il Libano'.
Link



Ognuno si faccia l'opinione che vuole...
Io credo che in ogni caso la colpa non possa essere addebitata solo ad hamas e l'ONU e' d'accrodo con questa tesi.



Alcune foto dei bombardamenti.



Qui ne trovate altre: LINK

Mai dimenticare cos'e' una guerra e le conseguenze che porta e queste immagini servono a tenere la mente aperta e a capire cosa voglia dire la morte.

Data inserimento: 02-01-09






Petzione pro Barnard

addio_pizzo.gif
8 nuove leggi per i parlamentari

 

Cnr-Mcs

petizione contro la discarica di Chiaiano

Questo blog non è una testata!

Clicca sul bannerino sotto

per votare il mio sito

Commenti al post

Purtroppo lo sapevo già....

Pure sulla croce rossa han sparato.... Gli unici al mondo...


Postato da Francesco Beato in data 11/07/2009 alle ore 14:21:24 con Opera in Linux


i soldati israeliani avevano ammassato i 110 civili in un edificio ordinando loro di rimanere al suo interno. Il giorno dopo, l'aviazione israeliana ha bombardato quella casa uccidendo circa 30 persone. Sotto alle rovine dell'edificio colpito dal fuoco israeliano potrebbero trovarsi ancora altri cadaveri, ha detto all'Ansa una donna sopravvissuta al massacro, che è adesso ricoverata all'ospedale Shifa di Gaza.


Postato da 642-812 in data 11/07/2009 alle ore 13:59:22 con Firefox in Windows


E la vergognosa manifestazione bipartizan pro Israele (perchè è stata Hamas a cominciare)?


Postato da Silvia in data 15/01/2009 alle ore 01:51:33 con Firefox in Linux


Gordon, docente presso l'università Ben Gurion, si dice preoccupato per le sorti del Paese

Circa 700 israeliani sono stati arrestati per aver manifestato contro le operazioni intraprese dal governo israeliano nella Striscia di Gaza, ha reso noto Neve Gordon, docente presso il dipartimento di studi sulla politica e il governo dell'università Ben Gurion del Negev, in Israele.

'Questo è apertamente un atto di intimidazione da parte dello stato nei confronti di quanti non appoggiano questa guerra', ha aggiunto Neve Gordon, durante un'intervista condotta da Amy Goodman di Democracy Now!. Riguardo alle vittime israeliane Gordon ha spiegato: 'Negli otto anni in cui i razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza, sono una ventina le persone che sono morte a causa dei razzi. Nello stesso arco di tempo, invece, circa quattromila israeliani sono morti a causa di incidenti stradali'. Eppure, la motivazione alla base dell'attacco israeliano rimane quello dei razzi lanciati dalla Striscia di Gaza. 'E noi in nome di questi venti morti ci sentiamo autorizzati a entrare nella Striscia di Gaza, bombardarli e uccidere 275 bambini'. Gordon ha inoltre criticato le continue violazioni da parte di Israele del diritto internazionale. Autore del libro 'Israel's Occupation', il docente, nonostante condanni il lancio di razzi contro Israele, ha spiegato che: 'dobbiamo capire che l'occupazione in sé è un atto di violenza [...] e che queste persone stanno facendo resistenza. Non sono d'accordo con il modo in cui stanno resistendo, ma è comunque una violenza che nasce contro la violenza esercitata da noi. E' assolutamente necessario che Israele cambi il proprio approccio al problema. L'unica soluzione è raggiungere la pace con la Siria, il Libano e il popolo palestinese'.

Link


Postato da Francesco Beato in data 13/01/2009 alle ore 20:55:25 con Opera in Linux


L'ONU condanna con forza l'aggressione israeliana

Riunito in sessione straordinaria a Ginevra, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato oggi una risoluzione che ''condanna con forza'' l'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza. Il testo chiede inoltre l'invio di una missione internazionale indipendente di inchiesta per indagare sulle violazioni dei diritti umani e della legge umanitaria internazionale da parte di Israele. Il testo e' stato approvato dai 47 Paesi membri del Consiglio con 33 voti a favore, un voto contrario e 13 astensioni.

Link


Postato da Francesco Beato in data 12/01/2009 alle ore 15:17:47 con Opera in Linux


Bombardato stadio Palestina: Link


Foto dei bombardamenti cancellate da Facebook: Link


Postato da Francesco Beato in data 11/01/2009 alle ore 10:58:09 con Opera in Linux


Sono sette fra i dottori e infermieri volontari i camici bianchi uccisi dall'inizio della campagna di bombardamenti, una decina le ambulanze colpite dall'artiglieria israeliana. I sopravvissuti tremano di paura, ma non si tirano indietro. I lampeggianti cremisi delle ambulanze sono gli unici squarci di luce lungo le strade nelle notti oscure di Gaza, esclusi i lampi che precedono le esplosioni. Riguardo a questi crimini, l'ultima denuncia è partita da Pierre Wettach, capo della Croce Rossa a Gaza; le sue ambulanze sono potute accorrere sul luogo di un massacro, a Zaiton, est di Gaza city, solo dopo 24 ore dall'attacco israeliano. I soccorritori dichiarano di essersi trovati dinnanzi uno scenario raccapricciante: 'quattro bambini piccoli vicini ai corpi senza vita delle loro madri in una delle case. Erano troppo deboli per tenersi in piedi. E' stato trovato vivo anche un uomo, anche lui troppo debole per tenersi in piedi. In tutto sui materassi giacevano 12 corpi'. I testimoni di questa ennesima carneficina raccontano come i soldati israeliani, penetrati nel quartiere, hanno radunato le decine di membri della famiglia Al Samouni in un solo edificio e poi lo hanno ripetutamente bombardato. Con i miei compagni dell'ISM sono giorni che giriamo sulle ambulanze della mezzaluna rossa, abbiamo subito molteplici attacchi e perso un caro amico, Arafa, colpito in pieno da un colpo di obice sparato da un carro armato. Altri tre paramedici nostri amici rimangono ricoverati negli ospedali dove fino a ieri lavoravano. Sulle ambulanze il nostro dovere è raccogliere feriti, non accogliere a bordo guerriglieri. E quando troviamo riverso per strada un uomo ridotto una poltiglia di sangue, non si ha il tempo di controllare i suoi documenti, chiedergli se parteggia per hamas o fatah. Anche perchè quasi sempre i feriti non rispondono, come i morti. Alcuni giorni fa caricando un ferito grave ha cercato contemporaneamente di salire sull'ambulanza anche un altro uomo, ferito in maniera lieve. Lo abbiamo spintonato fuori, proprio perché sia chiaro a chi ci spia dal cielo che non fungiamo da taxi per il trasporto di membri della resistenza, bensì accogliamo sopra le nostre ambulanze solo feriti gravi, il cui rifornimento da parte di Israele non cessa un istante. La notte scorsa è arrivata all'ospedale Al Quds di Gaza City Miriam, 17 anni, in preda alle doglie. Al mattino erano passati nello stesso ospedale suo padre e sua cognata, entrambi cadaveri, vittime di uno dei tanti bombardamenti indiscriminati. Durante la notte Miriam a partorito un bel bimbo, inconsapevole del fatto che mentre lei si trovava in salo parto, un piano più in basso, all'obitorio era giunto anche il giovane marito. Alla fine persino le Nazioni Unite si sono accorte che qui a Gaza siamo come tutti immersi nello stesso catino, bersagli mobili per ogni cecchino.

Mentre sto trascrivendo in fretta e furia questa mia corrispondenza una bomba cade nel palazzo a fianco a quello in cui mi trovo. I vetri tremano, le orecchie dolgono, mi affaccio dalla finestre e vedo che hanno colpito l'edificio dove sono raccolti i principali media arabi. E' uno dei palazzi più alti di tutta Gaza city, l'Al Jaawhara building. Sul tetto tengono fissi una troupe con una telecamera, li vedo ora contorcersi tutti a terra, agitare le braccia invocando aiuto, avvolti da una cappa nera di fumo. Paramedici e giornalisti, le professioni più eroiche in questo spicchio di mondo. All'ospedale Al Shifa ieri sono andato a trovare Tamim, reporter sopravvissuto ad un bombardamento aereo. Mi ha spiegato come secondo lui Israele sta adottando le stesse identiche tecniche terroristiche di Al Al-Qaeda, bombarda un edificio, attende l'arrivo dei giornalisti e dei soccorsi, quindi fa cadere un'altra bomba che fa strage di quest'ultimi. Per questo motivo a suo avviso si sono registrate molte vittime fra i paramedici e i reporters, gli infermieri attorno al suo letto facevano cenni di consenso. Tamim mi ha mostrando sorridendo, i suoi moncherini. Ha perso le gambe, ma è felice d' essersela cavata, il suo collega Mohammed è morto con in mano la macchina fotografica, la secondo esplosione lo ha ucciso. Nel frattempo mi sono informato sulla bomba appena caduta nel palazzo qui vicino, sono rimasti feriti due giornalisti, entrambi palestinesi, uno di Libyan tv l'altro di Dubai tv. Giusto un altro sonoro avvertimento da chi esige che questo massacro di vittime civili non venga in alcun modo raccontato. Non mi resta che augurarmi che nel quartier generale dei vertici militari israeliani non si legga Il Manifesto, ne vi siano affezionati visitatori del mio blog.

Link


Postato da Francesco Beato in data 11/01/2009 alle ore 10:55:46 con Opera in Linux


15° giorno: l'esercito israeliano attacca strutture media
di redazionale - 10/01/2009

Fonte: Agenzia Misna

A metà del 15° giorno dall¹inizio dell¹offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, mentre il bilancio parziale è salito ad oltre 800 vittime, almeno metà delle quali donne e bambini, arrivano notizie di nuove incursioni e operazioni militari di terra apparentemente rivolte anche contro strutture giornalistiche e giornalisti. L¹agenzia palestinese Maan riferisce che dal 27 dicembre, primo giorno dell¹operazione Piombo fuso tre giornalisti palestinesi sono rimasti uccisi; l¹ultimo, Ala Mortaji, è morto ieri sera in seguito alle gravi ferite causate da colpi di tank sparati contro la sua abitazione; nello stesso attacco, è stata colpita la madre di Mortaji cui sono state amputate le braccia. Molti dei feriti portati in ospedale in questi giorni, hanno riferito alla MISNA fonti sanitarie locali, presentano
gravi amputazioni. Questa notte l¹esercito israeliano ha inoltre distrutto un edificio che ospitava una ventina tra agenzie di stampa e studi televisivi tra cui quelle di emittenti cinesi, turche, libanesi, del Kuwait e di Dubai.
(Agenzia Misna del 10.01.2009)


Link


Postato da Francesco Beato in data 10/01/2009 alle ore 21:30:58 con Opera in Linux


08:10 Agenzie Onu annunciano ripresa aiuti

Le Nazioni Unite hanno annunciato l'imminente ripresa delle attività assistenziali e della distribuzione degli aiuti alla popolazione nella Striscia di Gaza, dopo aver ricevuto da Israele 'garanzie credibili circa il pieno rispetto per la sicurezza del proprio personale, delle installazioni e delle operazioni umanitarie': lo si legge in un comunicato congiunto diffuso dal Palazzo di Vetro a tarda sera dall'Unrwa, l'Agenzia per i Soccorsi ai Rifugiati Palestinesi, e dell'Unsco, il Coordinatore Speciale per il Processo di Pace in Medio Oriente.

Link


Postato da Francesco Beato in data 10/01/2009 alle ore 12:32:14 con Opera in Linux


Ieri intanto un camion con la bandiera dell'Onu esposta, che doveva caricare cibo e medicine, è stato centrato dalla cannonata di un carro armato israeliano, nel Nord di Gaza. L'autista è morto. L'incidente, ricorda Christopher Gunnes dell'Unrwa, è avvenuto in quello che doveva essere un corridoio umanitario concordato. Il giorno precedente la tv al-Jazeera aveva diffuso le immagini degli infermieri di un'ambulanza finiti sotto tiro mentre tentavano di raccogliere un ferito. Dopo la cannonata contro il suo convoglio, l'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi che cura anche la distribuzione di cibo per circa 800mila profughi di Gaza, ha annunciato di avere sospeso le sue attività nella Striscia.

Link


Postato da Francesco Beato in data 09/01/2009 alle ore 14:07:06 con Opera in Linux


L'Onu invita Israele a garantire l'accesso a Gaza della stampa internazionale

Il responsabile per la comunicazione e la pubblica informazione invita Israele a rispettare le convenzioni internazionali che garantiscono il diritto all'informazione

Il vice Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kiyotaka Akasaka, responsabile della comunicazione e della pubblica informazione ha esortato il governo israeliano ad aprire immediatamente un accesso per la stampa internazionale nella Striscia di Gaza, sottolineando l'importanza di una copertura piena e indipendente degli eventi scaturiti dall'offensiva israeliana lanciata due settimane fa. Akasaka ha inoltre ricordato al governo di Israele che il diritto di informazione è sancito dall'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, invitandolo a rispettare altresì la risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu 1738 con la quale si invita le parti in causa a rispettare le professionalità e i diritti dei giornalisti.

Link


Postato da Francesco Beato in data 09/01/2009 alle ore 13:30:49 con Opera in Linux


L'ufficio Onu per il Coordinamento umanitario (Ocha) accusa: strage di civili a Zeitun

L'esercito israeliano ha ucciso in un bombardamento 30 civili che facevano parte di un gruppo di 110 palestinesi che avevano riunito in una sola casa a Zeitun. La metà di questi erano bambini. Lo ha affernmato oggi l'Onu. Secondo molte testimonianze, domenica scorsa, i soldati israeliani avevano ammassato i 110 civili in un edificio ordinando loro di rimanere al suo interno. Il giorno dopo, l'aviazione israeliana ha bombardato quella casa uccidendo circa 30 persone. Sotto alle rovine dell'edificio colpito dal fuoco israeliano potrebbero trovarsi ancora altri cadaveri, ha detto all'Ansa una donna sopravvissuta al massacro, che è adesso ricoverata all'ospedale Shifa di Gaza. Nel massacro la donna, di 29 anni, ha perso due dei suoi sei figli.


Link


Postato da Francesco Beato in data 09/01/2009 alle ore 13:27:11 con Opera in Linux


Israele bombarda con FOSFORO BIANCO:
Link


Postato da Francesco Beato in data 07/01/2009 alle ore 19:22:17 con Opera in Linux


Gaza, Msf: Israele non ha rispettato la tregua di tre ore

Bombardamenti israeliani cessati solo su Gaza City. Altrove uccisi tre palestinesi
Secondo l'agenzia di stampa Maan News, tre palestinesi sono stati uccisi dai bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza durante le tre ore di tregua. Tregua che infatti, secondo Medici Senza Frontiere, non è stata rispettata da Israele.
Jessica Pourraz, coordinatrice di Msf a Gaza, ha dichiarato che la tregua di tre ore annunciata da Israele è stata effettuata solo sul territorio di Gaza City, mentre i combattimenti in altre zone sono andati avanti come se le dichiarazioni da parte israeliana sul cessate il fuoco non fossero mai state fatte.
'Nelle periferie urbane e nel nord della Striscia di Gaza i carri armati e gli elicotteri hanno continuato a bombardare', ha spiegato la Pourraz durante una teleconferenza, aggiungendo che 'per il nostro lavoro la tregua di tre ore al giorno non cambia niente perchè neanche in quel lasso di tempo possiamo raggiungere i feriti che sono in quelle zone'.

Link


Postato da Francesco Beato in data 07/01/2009 alle ore 19:21:19 con Opera in Linux


12:37 Israele continua a non dare visti per Gaza ai giornalisti

Il ministero israeliano della Difesa rifiuta di concedere ai giornalisti stranieri il permesso di entrare nella striscia di Gaza, malgrado una sentenza della Corte Suprema. La Corte aveva stabilito la settimana scorsa che otto corrispondenti stranieri sarebbero potuti entrare, se fossero stati aperti i valichi per il passaggio di aiuti umanitari.


Postato da Francesco B in data 05/01/2009 alle ore 17:16:42 con Opera in Linux


'Oggi siamo riusciti a fare poco con le ambulanze. A parte che ce ne sono rimaste pochissime funzionanti, stavamo per uscire, per andare a soccorrere una famiglia la cui casa era stata centrata dall'aviazione israeliana, diversi anche i bambini morti, ma non abbiamo pouto fare che pochi metri fuori dall'ospedale. Siamo usciti in due ambulanze, ma ci siamo trovati subito di fronte 'i rapaci' (gli elicotteri Apaches dell'aviazione sionista, ndr), che hanno scatenato l'inferno e hanno colpito la prima ambulanza.
Uno scempio. Siamo duvuti rientrare di corsa. Ti rendi conto? Sparano sulla 'croce rossa'. Sono dei criminali'

Vittorio Arrigoni, unico italiano rimasto a Gaza per testimoniare dei crimini di guerra

Fonte: Link


Postato da Francesco Beato in data 04/01/2009 alle ore 10:28:36 con Opera in Linux


Inserisci un commento al post

Commenta nel merito, cita le fonti, argomenta, non insultare.

Non sono consentiti messaggi razzisti, offensivi, pubblicitari, non sono consentiti insulti di alcun genere e si prega sempre di riportare le fonti da cui si traggono gli spezzoni di testo.

La vostra opinione e' invece molto gradita...

Se inviate un commento verranno resi visibili il vostro browser e il vostro sistema operativo!


ATTENZIONE: Per inserire un link, basta inserire l'indirizzo esatto del link, con tanto di riferimento http, come compare nella barra del vostro browser:

ES: http://www.polinux.altervista.org
ES di link non valido: www.polinux.altervista.org

Puoi inserire un massimo di tre link

NON INSERIRE IL CARATTERE URL

Il tuo Nome:
La tua Email:
Il tuo sito WEB:

Commento:



Antispam
Inserisci il risultato di   =
  
Sito tetsato su OpenMamba Linux, con Firefox, Konqueror, Opera e Internet Explorer

Questa pagina è stata vista 315 volte
Le pagine viste del sito invece sono 92655 in tutto


Giorno di creazione sito: 02/01/08