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REPORT CENSURA 'CENSURA LEGALE'
 ATTENZIONE: In data 3 aprile 2008, esattamente 24 ore dopo la comparsa del comunicato 'Report censura Censura Legale' - i fatti, la storia -, la redazione di Report ha chiuso questo forum, nel chiaro tentativo di eludere le vostre imminenti domande, richieste di chiarimenti, proteste. Si e' trattato dell'ennesimo atto illiberale da parte della redazione, ultimo di una sconcertante serie, in spregio del vostro diritto costituzionalmente sancito di esprimere la vostra opinione e/o dissenso, che e' alla base di ogni liberta' democratica. Rinnoviamo piu' che mai l'invito a tutti voi a ritrovare l'energia per partecipare a questo dibattito che va al cuore della liberta' di informazione in Italia, leggendo il testo qui sotto.
Ne va del nostro e del vostro futuro. Prima che sia troppo tardi. Grazie.
Qui la nostra lettera:I FATTI, LA STORIA
Il 9 febbraio 2008, il giornalista Paolo Barnard lancia in Rete una denuncia contro la cosiddetta Censura Legale e cioè, la minaccia alla libertà di stampa derivante dal timore degli editori di essere coinvolti in rivalse giudiziarie con richieste di risarcimento danni, a causa dei servizi "scomodi" che essi pubblicano o mandano in onda (link1). Si tratta di un pericolo crescente e gravissimo alla libera informazione che sta creando in Italia un duopolio inaccettabile: già vi sono infatti poche testate e relativi giornalisti che possono dire ciò che vogliono poiché ricche a sufficienza per poter ovviare a Censura Legale e, poi, vi sono quelle che invece non se lo possono permettere, divenendo di fatto tacitate in diverse istanze. Non è difficile comprendere che, in un tale sistema, a informare con ampio raggio d'azione saranno sempre più solo i ricchi media commerciali che sono, però, notoriamente condizionati dagli interessi dei forti gruppi finanziari e industriali che li finanziano. Mentre penalizzati saranno i "piccoli", gli indipendenti, gli editori in Rete, che di norma lavorano con bassi budget ma che spesso sono i più coraggiosi nella ricerca della "verità". Si delinea così un futuro per l'informazione del tutto inquietante.
A partire dunque dal 9 febbraio, Censura Legale si diffonde in Rete, con grande velocità, su un ampissimo numero di siti e blog, fino ad approdare in meno di 10 ore sul forum della trasmissione Report di RAI3, condotta da Milena Gabanelli. Come avrete letto nel link1, Paolo Barnard, per illustrare i meccanismi di Censura Legale, parte da una sua infelice esperienza che lo vede contrapposto proprio alla RAI, a Report e a Milena Gabanelli, di cui denuncia la complicità in questo tipo di imbavagliamento dell'informazione per vie giudiziarie. Sul forum sopraccitato prende vita quindi una discussione, animata da cittadini e spettatori (link2), in cui la stessa Milena Gabanelli interviene ripetutamente, seguita sempre dalle repliche di Paolo Barnard(link3). I termini del dibattito e delle richieste di chiarimenti posti alla conduttrice di Report sono allarmati e densi di incredulità, data la fama di cui essa gode, assieme al suo format, come 'paladini' della libertà d'informazione in Italia.
Oltre a ottenere un numero di letture da record (oltre 30.000), tale discussione sul forum di Report ospita alcuni interventi di personaggi noti, fra cui quelli dell'ex magistrato Gherardo Colombo e del missionario Alex Zanotelli (link4), del giornalista Giovanni Minoli (link5) e viene rilanciata dai blog di Sabina Guzzanti (link6), di Oliviero Beha (link7) , di Sandro Gilioli (link8) e di moltissimi altri, come già detto. Si registra tuttavia, e nonostante la pregnanza del tema nell'ambito della libertà d'informazione di questo Paese, il silenzio di tutta la stampa di sinistra e centro sinistra, con episodi ben documentati di rifiuto categorico di parlarne (link9). Silenti sono anche due nomi assai noti della contro informazione, Beppe Grillo (verifica la censura di Grillo sulla vicenda (link10) e Marco Travaglio (link11). Si profila così una chiusura a riccio dei sopraccitati in difesa acritica di una loro collega ma, soprattutto, l'indisponibilità degli editori a mettersi in discussione. Inerti sono anche l'Ordine dei Giornalisti, la Federazione della Stampa e i giornalisti stessi i quali, in diverse istanze, manifestano a Barnard la loro preoccupazione ma anche la loro indisponibilità ad esporsi. I costi professionali sarebbero proibitivi.
Poi un giorno, inaspettatamente, i partecipanti alla discussione di cui sopra scoprono che il contenitore su Censura Legale con i loro tantissimi interventi è sparito dalla prima pagina del forum di Report. Dopo una rapida verifica informatica, alcuni utenti esperti scoprono che la redazione del programma ha inspiegabilmente cambiato il criterio di visualizzazione delle discussioni, mutandolo da "mostra discussioni ordinate per data ultimo messaggio " a "mostra discussioni ordinate per data inizio discussione", così che la discussione su Censura Legale, pur essendo frequentatissima e accesissima, è rotolata a pagina 14 del forum. Inoltre, essendosi accese altre discussioni sullo stesso tema, a testimonianza della sua centralità d'interesse, anche queste risultano scomparse e si scopre che sono state accorpate alla discussione principale finita a pag. 14, in una babele incomprensibile. Ma perché questo?
La risposta giunge rapida non appena una manciata di partecipanti manifesta il proprio forte disappunto alla redazione di Report e a Milena Gabanelli. Infatti, tanti loro messaggi di protesta scompaiono letteralmente dal forum appena dopo essere stati inviati (link12). Si tratta dunque di un atto deliberato di censura ai danni del tema Censura Legale e delle opinioni di alcuni partecipanti, fortemente critici nei confronti della conduttrice di Report; l'atto è compiuto dalla redazione stessa. La conferma di ciò arriva dopo poco in un post blindato di Milena Gabanelli, in cui ella adduce le sue ragioni per un simile comportamento, peraltro attuato su un forum dell'emittente pubblica nazionale deputato per eccellenza al libero dibattito (link13). Contestualmente, alcuni cittadini coinvolti in questa vicenda, fra cui lo stesso Paolo Barnard, vengono addirittura "bannati" (cioè banditi) dal forum stesso, ovvero gli si impedisce radicalmente di scrivervi le proprie opinioni (es. link14 , link15 , link16 ). Nel caso del giornalista, gli viene addirittura impedito di visualizzare la pagina internet del forum di Report (link17 , link18).
Il "popolo" dei cittadini, in tal modo messo a tacere, reagisce con crescente indignazione e incredulità a questa censura e, in particolare, alle ragioni addotte da Milena Gabanelli a giustificazione di quanto ella sta facendo (link19). Essi sono sempre memori del fatto paradossale che vede proprio la "paladina" della libertà d'informazione italiana censurare senza tregua le loro legittime domande. Di fronte al conseguente ostinato silenzio della medesima, che rifiuta qualsiasi dibattito diretto coi suoi spettatori dissidenti sia su Censura Legale che sul resto, e di fronte al reiterarsi continuo delle censure anche di coloro fra essi che ancora possono intervenire sul forum, il gruppo dei "bannati" decide di costituirsi in un comitato, affiancato da sostenitori.
L'unica ulteriore reazione da parte della conduttrice di Report, a questo punto, ha come risultato di lasciare sconcertata la compagine dei cittadini censurati. La Redazione di Report, in data 18 marzo 2008, pubblica sul forum un intervento dove annuncia che "i "bannati" sono stati tutti riammessi" (link20) ma dove reitera quelle stesse argomentazioni per il suo agire che il gruppo sopraccitato già aveva ripudiato con sdegno tempo prima. Incredibilmente, si scopre da lì a pochissimo che in realtà quasi nessuno è stato riammesso (link21, link22) e, anzi, che la redazione di Report persiste nel cancellare, nell'accorpare, e nel far sparire in ogni modo molti degli interventi di protesta che, da diverse parti, ancora piovono sul forum.
Il gruppo dei cittadini "bannati" decide quindi di redigere una esaustiva lettera di protesta inviata, oltre che a Report, ai responsabili del sito internet della RAI e ai Presidenti di Camera e Senato (link23). A oggi quella lettera non ha ricevuto la benché minima attenzione da alcuno, in particolare da Milena Gabanelli, che nega ogni possibile confronto e risposta, e che persiste nel violare il diritto di quel gruppo di cittadini imbavagliati di poter continuare a esercitare le proprie prerogative costituzionali anche sul forum di una trasmissione dell'emittente pubblica italiana.
Conclusioni.
Questi sono i fatti, documentati. Riteniamo che quanto accaduto da quel 9 febbraio 2008 a oggi vada molto oltre i confini dello scontro fra due giornalisti e del coinvolgimento di alcuni cittadini interessati. Ci troviamo di fronte, innanzi tutto, al tentativo da parte di RAI, Report, Milena Gabanelli e di gran parte della stampa ed editoria italiana, di mettere a tacere il fenomeno della Censura Legale e l'allarme estremo che esso deve suscitare in chiunque abbia a cuore il proprio diritto di essere informato della verità dei fatti che ne condizionano l'esistenza. Non possiamo che eccedere nel sottolineare la gravità di questo tentativo di imbavagliare quell'allarme, poiché esso tocca le vite della totalità dei cittadini di questo Paese, e il futuro dei loro figli. Assieme alla libertà di stampa e di opinione è in gioco la tutela della democrazia, nientemeno.
In secondo luogo, ci preoccupa moltissimo la replica dei metodi tipici dei Sistemi di potere, consolidati e antidemocratici, attuata in questa vicenda proprio da colei che ha dedicato l'intera vita professionale a denunciarli. Questo apre scenari inquietanti sull'affidamento acritico di centinaia di migliaia di cittadini in buona fede a personaggi pubblici cosiddetti "liberi", "nuovi", "affidabili". Se finiremo per scoprire che, in alcuni casi, "il nemico marcia alla nostra testa" col nostro inconsapevole plauso, quello sarà certamente il peggior giorno per le speranze italiane di un futuro migliore.
Vi invitiamo a farvi una vostra opinione su questi accadimenti che riteniamo di primissimo piano.
Ma per coloro che riterranno imperativo anche l'intervenire a tutela propria, del proprio avvenire e della libertà di informazione in questo Paese, ecco cosa è possibile fare nell'immediato: tre cose.
1) Divulgate a chiunque lo ritenete opportuno questa realtà. Dibattetene.
2) Scrivete ai media, ai loro editori, manifestando la vostra preoccupazione per la Censura Legale.
3) Iscrivetevi al forum di Report e partecipate, continuativamente, alla discussione che porta il titolo "Report censura "Censura Legale" i fatti, la storia", per mantenerla viva fino all'ottenimento della riammissione al forum di tutti i censurati e di risposte esaustive da parte della RAI, di Milena Gabanelli e della redazione di Report su Censura Legale e sulle sue nefaste conseguenze. Ribadiamo, però, che solo la vostra partecipazione continuativa nel tempo a quella discussione potrà sortire qualche speranza di ottenere giustizia e tutele per tutti gli italiani a lungo termine.
Ne va del nostro e del vostro futuro. Prima che sia troppo tardi.
Grazie
Firme:
Paolo Barnard: nick barnard
Francesco Beato: nick franca mente
Giambattista Carta: nick bista
Giusy Cascio Capanna: nick matinee
Claudio Chicco: nick CLAUDIO79
Renato Comolli: nick panoramix
Antonio Conte: nick acorsi
Marisa Conte: nick Marisetta
Uriele Flamigni: nick Foki
Massimo Guerra: nick Mr Jones
Ambra Iezzi : nick am.bola
Silvia Innocenzi: nick Silvia I.
Silvia Kuchler: nick Sally52
Salvatore Marcello: nick Dp0
Roberto Pinzi: nick Roberto pinzi
Antonio Riccardi: nick prigioniero di guantanamo
Francesco Tumbarello: nick Foucault
Dopo la scrittura e l'invio di questa lettera in giro per il web, il forum di report e' stato riaperto, ma la censura e la cancellazione dei messaggi sulla questione continua ancora implacabile ancora tutt'oggi...
Link a censura subita da Paolo Barnard in un centro sociale di Bologna
Data inserimento: 02-04-08
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Il Giornale di Feltri scrive...
Barnard: «La Gabanelli mi ha scaricato per una querela»
di Massimo Malpica - 05/10/2009
Finito in tribunale per una causa civile nata da un servizio di Report nel 2001, Paolo Barnard sembra una bandiera della battaglia per la tutela legale che Milena Gabanelli ha combattuto a mezzo stampa nell'ultimo periodo. Ma non è così. Barnard, cofondatore di Report, accusa la conduttrice di averlo abbandonato. «Nel 2001 - attacca - un mio servizio sul comparaggio farmaceutico va in onda dopo il vaglio dell'avvocato Pierluigi Lax dell'ufficio legale della Rai. Viene pure replicato. Nel 2004 avevo lasciato Report da qualche mese, e io, la Gabanelli e la Rai veniamo citati in giudizio per una causa civile».
E che cosa succede?
«Mi viene negata la copertura legale, e la Rai mi spedisce pure un atto di costituzione in mora, avvertendomi che in caso di condanna l'azienda intende rivalersi su di me. Io, naturalmente, chiedo alla Gabanelli di prendere posizione».
L'ha fatto?
«No. Nessuna protesta formale e pubblica da parte sua. Mi disse che la lettera era un atto dovuto e sarebbe morta lì, ma invece...».
Invece?
«Non solo quell'atto è ancora valido, ma quando arriva la prima sentenza, scopro che la parte convenuta, Rai e Gabanelli, aveva dettato la sua linea difensiva scaricando tutto su di me. Cito dagli atti: 'Per tutto quanto argomentato la Rai e Milena Gabanelli chiedono che l'Illustrissimo Tribunale adìto voglia (...) porre a carico di Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria'. Capito?».
Il cerino le è restato in mano.
«Esatto. La cosa che mi fa schifo è che lei si è sdraiata ai piedi dei dirigenti della 'Rai di regime', dove da anni è in prima serata anche con Berlusconi al governo, e in pubblico si vende come paladina della libertà e del coraggio, quando avrebbe dovuto spendersi per difendere i giornalisti abbandonati dagli editori. In privato ha preferito non mettersi in gioco. Ha ingannato me, ma anche il suo pubblico adorante. Se fai il paladino, ma poi tradisci i principi morali e di libertà dell'informazione, sei come le parrocchie che dici di combattere».
In questi anni vi siete sentiti?
«Ci siamo scambiati accuse sul forum del sito web di Report, dove - a proposito di censura - ha cancellato decine di messaggi che chiedevano spiegazioni sulla mia vicenda, bannando anche gli utenti dal forum. Ha anche scritto di avermi mandato un atto col quale si impegna a pagare di tasca sua in caso di condanna, che c'è stata pochi giorni fa».
Ah, però.
«Ma la lettera non esiste. E se esistesse, sarebbe un vergognoso escamotage: da una parte non combatte per la libera informazione contro i suoi padroni, dall'altra mi lascia massacrare col suo benestare, e paga i danni per salvarsi la faccia. Un anno fa diceva che il rischio della censura legale 'non è colpa della Rai ma del sistema giudiziario'. Ora sostiene invece che 'è dovere del servizio pubblico esercitare il giornalismo d'inchiesta assumendosene rischi e responsabilità'. Ipocrisia ai massimi livelli. Lei, intanto, dal 2007, dopo il mio caso, ha ottenuto la copertura legale per i suoi. Ma la battaglia per la libera informazione andava fatta per tutti».
Ma in Italia c'è un regime?
«No. C'è sicuramente una parte politica che tenta di imbrigliare l'informazione, ma il regime è quello degli italiani che non scelgono la buona informazione, e che hanno mollato la sinistra. E la sinistra, non sapendo come giustificare il proprio sfacelo, dà la colpa a Berlusconi. Io sono antiberlusconiano di lungo corso, ma non sono un falsario: se Berlusconi è la mafia, allora io ieri ho visto la camorra scendere in piazza contro la mafia. E' ridicolo che la Fnsi organizzi una manifestazione simile quando non ha mosso un dito sulla vicenda della censura legale. O Travaglio che nel 2006 disse 'chi non ha il guinzaglio in tv in questo momento non lavora', e oggi lo vedi da tutte le parti»
Link
| No, Una mezza vigliacca
| :yes:
Una mezza libertà? No sorry non fa per me
| se non è zuppa è pan bagnato, ma una via di mezzo noooo?
| «Non condivido che le sia dia della vigliacca, una vigliacca nella sua situazione avrebbe fatto fagotto e se ne sarebbe andata....
E' una via di mezzo, non di sicuro un'eroina, ma neanche una vigliacca...»
Uhm, idea tua e non voglio fartela cambiare. Quindi alla fine il vigliacco è stato Barnard che se ne è andato?
Per me no, è vigliacco sottostare.
Comunque Report avrà la sua assistenza legale. Chiesa ha ragione quando dice che la Gabanelli ha potere politico.
Mi chiedo perchè non lo abbia fatto prima lo stesso.
| La Gabanelli: «Abbiamo la tutela legale»
L'annuncio della conduttrice: la Rai farà fronte alle eventuali cause contro Report ancora per questa serie
ROMA - «La tutela legale della Rai per Report? L'abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po' a vista, capisce?». Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani. Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito.
LE PRESSIONI DEI POLITICI - «Tutti i politici di tutti i Paesi - ha detto la Gabanelli - esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c`è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L'anomalia più pesante sta lì».
LE MELE MARCE - Gabanelli poi ha risposto alla questione degli editori puri e del servizio pubblico: «Non dovrebbe esserci nulla di più puro del servizio pubblico, eppure in Italia cosa c'è di più contaminato del servizio pubblico? Siamo in un Paese complesso nella struttura e sempre più degenerato. Andare a cercare a monte l'editore puro è sempre più complicato, mentre la professione di giornalista è una professione che scegli. Quando faccio stage nelle scuole di giornalismo vedo giovani animati da passione civile. Perché poi si degenera? Perché metti una mela marcia nel cestino, la lasci lì e nel tempo».
02 ottobre 2009
Link
| Non condivido che le sia dia della vigliacca, una vigliacca nella sua situazione avrebbe fatto fagotto e se ne sarebbe andata....
E' una via di mezzo, non di sicuro un'eroina, ma neanche una vigliacca...
| Chi ha detto avalliamo?
L'ho detto io. E pure tu non te la prendere :P
E mi sembrava che l'aggirare la censura (che secondo me non aggira proprio per niente ma vabbhè ti andasse bene, fosse una cosa fatta bene. Tutto qui.
Mi dici dov'è l'errore di Barnard? In questo testo eh, che altrove lo so che abbiamo entrambi la lista lunga lol:
Il link ci credo che te lo ricordi visto che ne sei autore , ma secondo me è perfetto qui in mezzo.
Piuttosto il tuo non funza.
| Questo è molto più chiaro e condivisibile...
Cacciare Milena Gabanelli dal Tempio
Link
| Chi ha detto avalliamo?
Ho solo detto che ci sono sfumature diverse...
Quel link me lo ricordo................
| «Però con questa strategia lei ha aggirato il problema, io non vedo neanche il piegarsi a 90 gradi perchè l'assistenza legale gliela hanno tolta per bloccare la trasmissione e lei ha trovato il modo di mandarla avanti con assistenza legale come prima, l'ha messa in culo ai dirigenti. Si censurerà un po' come ha sempre fatto, come dice Paolo, ma la spirale di censura era già in atto...»
Ecco ha aggirato il problema, l'ha nascosto, non l'ha risolto e nemmeno ha cercato di farlo. Anche perchè un pò di convenienza in quanto caporedattore ce l\ha. :P
L'EDITORE cavolo, dove sta? Che responsabilità ha???
DEVE VERIFICARE E DEVE ESSERE RESPONSABILE DI QUESTA VERIFICA!!!
Mannaggia poi dici che mi incavolo, però caspita! Facendo in questo modo sta solo avallando chi vuole cancellare un certo tipo di informazione.
E ti dirò di più. Credi che questa fantomatica polizza la copra anche quando perde cause a ripetizione? Perchè se diffonde un certo tipo di notizie, le cause civili arrivano e le perdi anche se hai tutte le ragioni (vedi la causa Big Pharma). Quindi sta benedetta polizza da cosa la copre? Si autocensurerà sempre di più.
«Si censurerà un po\' come ha sempre fatto, come dice Paolo, ma la spirale di censura era già in atto...»
E quindi avalliamo questa spirale, cavalchiamola, ingigantiamola, entriamo a farne parte.
Link
| Non ho detto che è un atto eroico anche perchè è coperta da una polizza e ha avvocati gratis...
Però con questa strategia lei ha aggirato il problema, io non vedo neanche il piegarsi a 90 gradi perchè l'assistenza legale gliela hanno tolta per bloccare la trasmissione e lei ha trovato il modo di mandarla avanti con assistenza legale come prima, l'ha messa in culo ai dirigenti. Si censurerà un po' come ha sempre fatto, come dice Paolo, ma la spirale di censura era già in atto...
Nun t'encazzà
| Le critiche che Barnard fa alla Gabanelli sono esattamente le stesse che le muoveva qualche tempo fa.
Si è messa contro la RAI? Quando? Quando ha sentito tremare la terra sotto le gambe, quando anche lei ('politicamente forte e protetta' e queste sono parole di Giulietto Chiesa non mie) avrebbe forse dovuto ritrovarsi nella medesima situazione che Barnard denunciava. Non ha mai detto bhè ora che forse vado a trovarmici Barnard aveva ragione. E' rimasta chiusa dientro la sua codardia. Che Report vada in onda, bene. I contenuti sono quelli di una volta? Secondo me proprio no. Si autocensurano sapendo di farlo e non andando in giro a dirlo. Se tenesse veramente alla libertà d'informazione e non solo alla sua carriera in RAI si sarebbe messa si traverso da tempo. Non che adesso lo abbia fatto... Fondamentamentalmente la notizia che è andata in giro è che Report non ha più assitenza legale. Poi cosa ha fatto? Niente. Ha abbassato la testa, ha detto sì padrone continuo anche senza assistenza legale. Atto eroico? No, assolutamente.
Ha tacito la verità: continuo a lavorare, a prendere i soldi, ad aggiungere medaglie al valore che non c'è (tanto gli spettatori mi seguono senza mettermi in discussione, cavolo ci sono anche i fan sfegatati he mi tolgono le castangne dal fuoco intervenendo in mia difesa e osannandomi negando perfino l'evidenza, a dire il vero c'è anche qualcuno di quelli che sembrava un pò più tignoso che mi difende perchè in questo schifo di tv il mio programma passa per il meglio che c'è...) ma mi autocensuro, faccio tagli, non propongo più inchiesta pura, non mi interesso della libertà di informazione.
La censura non la evita affatto, ci va a braccetto!
Barnard su questo ha la sacrosanta ragione!
| Non condivido molto questa ulteriore critica di Barnard alla Gabanelli...
Fa bene lei a continuare il suo lavoro secondo me in questo caso... Vero che non ha colto la palla al balzo per denunciare il tentativo di censura, vero è che però lei la censura la aggira visto che ha trovato chi la difenderà gratis... Ha evitato la censura, del problema se ne è parlato, non è forse evitare la censura lo scopo di queste battaglie? Non si e' messa contro la Rai? Eh questo e' vero, avrebbe dovuto fare molto piu' casino lei su questa storia, ma d'altronde noi la conosciamo, fa giornalismo dietro le quinte, si censura un po' per poter continuare, si ammorbidisce, cerca appoggi, poco sensazionalismo e molto conformismo.
Grazie di aver ricopiato il pezzo
| Scusa, dimenticavo il link alla fonte; Link
| Aggiornamenti sul processo dal sito di Paolo Barnard.
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47.000 euro.
La sentenza del tribunale di Roma è arrivata. Paolo Barnard, la RAI e Milena Gabanelli sono condannati a pagare 47.000 euro di danni al dirigente di una multinazionale del farmaco che fu da me filmato, in qualità di redattore di Report, mentre ammetteva l'esistenza della corruzione dei medici durante i congressi-vacanza di lusso (reato penale che danneggia milioni di ammalati, e che ne uccide ogni anno migliaia).
Come è noto (Link), RAI e Milena Gabanelli mi hanno non solo abbandonato in giudizio, ma si sono accaniti affinché il giudice mandasse solo me al macello dei risarcimenti, nonostante l'inchiesta in oggetto fosse stata da loro voluta, apprezzata, vagliata, e replicata. Come è noto (Link), oggi la scure maneggiata contro di me dal binomio RAI-Gabanelli si è abbattuta proprio sulla conduttrice di Report. Come è noto, nel 2008 io da solo denunciai pubblicamente l'abominio dell'abbandono legale da parte degli editori ai danni dei loro giornalisti free-lance quando vengono denunciati dai 'gaglioffi' smascherati dalle loro inchieste. A quel tempo Milena Gabanelli e i suoi valenti redattori mi diedero del vigliacco piagnucolante. Non gradiva, la 'paladina', che si sapesse ciò che ella stava facendo contro di me e contro l'anima stessa della libera informazione pur di compiacere ai suoi dirigenti in RAI.
Oggi Gabanelli, privata dell'assistenza legale, reagisce stoicamente: 'Continueremo comunque'. Report andrà in onda lo stesso. Ma in quel modo la signora di Report ha per la seconda volta cucinato la sua viltà e la sua paura di perdere la carriera in RAI sfornando un finto eroismo. Quasi tutti ci sono cascati, e sono in tripudio per il 'coraggio' di questa donna e dei suoi seguaci nell'andare avanti in ogni caso. Coraggio?
L'andare avanti in ogni caso di Milena Gabanelli è l'esatto contrario, è il piegarsi alla logica abietta del 'padrone' RAI permettendogli di perpetrare la sua ingiustizia senza conseguenze, senza cioè una ribellione pubblica della redazione del programma, alla stregua di ciò che fece il pool di Mani Pulite nel 1994 contro altri abietti padroni; senza una presa di posizione pubblica di Gabanelli contro i suoi datori di lavoro, che farebbe clamore; senza un incrociare le braccia chiamando a raccolta altri giornalisti per paralizzare i palinsesti in difesa del diritto alla tutela legale, cioè lotta civica, che è ciò che fecero per secoli i veri eroi dei nostri Diritti. Ma quegli eroi, a differenza di Milena Gabanelli, accettavano di pagare il prezzo del coraggio. Un prezzo che lei non pagherà mai e poi mai, perché il rischio per lei e per i suoi vassalli è di perdere ben di più di qualche causa civile. Il rischio è di perdere la carriera, la fama, lo stipendio, le amicizie che contano nel nome di un battaglia per un principio. Meglio di no, meglio chinare il capo e farla passare liscia agli scherani del Cavaliere a viale Mazzini. Questo è il suo 'coraggio'.
Ciò che voi, pubblico, guadagnerete dal permanere in onda di Report a ogni costo (a ogni costo), è mille volte inferiore a ciò che perderete. Perché nel breve termine avrete ancora qualche sprazzo d'informazione, ma nel lungo termine morirà per sempre il coraggio di ribellarsi radicalmente, e con esso non morirà solo l'informazione, ma anche la speranza. Se non capite questo, è finita.
Nel 2008 chiesi pubblicamente a Report di schierarsi con me nella denuncia degli editori che abbandonano i loro giornalisti. Certo, il rischio era altissimo, e io ho pagato le conseguenze di quella denuncia, pesanti, tanto. Dalla redazione di Gabanelli mi arrivò disprezzo, 'noi continuiamo a lavorare', mi scrissero col piglio 'eroico' del lavoratore che non vuole disturbare il padrone. Non sapevo che il coraggio si esprimesse così. Per fortuna, così non lo espressero per secoli gli uomini e le donne cui dobbiamo ogni libertà che ci è rimasta.
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| Eh sì, e adesso stanno tutti a piangere mentre prima dicevano che non era poi una cosa così grave....
| x la legge mistica di causa ed effetto,
oggi tocca alla Gabanelli un trattamento da parte della RAI non gradito a lei e allo staff di Report
| Ottimo Lavoro.
Link
youtube.it/lagrandeopera
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Ah sì????
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Era voluto
| C'era da aspettarselo viste le premesse ...
Frà solo oggi dopo mesi e mesi ho notato una cosa ...
Guarda un pò cosa c'è scritto sotto i post più letti!!!!
:P
| Risposta no pervenuta: cialtroni
| Aspetto la risposta alla mia risposta
| ora che hanno risposto che ci fai con quella mail???
Ci giochi a palletta????
Non lo ammetteranno mai!!!
P.S. salvati tutti i link :P
| Finora non hanno risposto
| Spedita mail allo staff del blog di sabina Guzzanti e sistemato quei due link
| p.s. scusa se vado a rate, ma mi viene in mente che faremmo bene a salvarci tutto a questo punto (almeno quello che ci serve per i link).
Ma che cavolo però!!!
| Sicura che non fossero quelli!
Io ad esempio avevo commentato. Mi ricordo bene che c'era anche un post creato da un commento di giosby.
Magari ho cercato male io ...
| Non mi ricordo bene il post della Guzzanti, ma non mi pare fosse quello...
I commenti su quei post mi pare non ci siano più anche se sugli altri post ci sono, bhò controllo meglio...
Grazie
| Facendo la ricerca sul sito della Guzzanti usando come chiave Bernard (lei lo chiamava così), Barnard e 'Censura Legale', Gabanelli, Report, ho trovato solo questo (a parte un articolo sulla Palestina):
Link
Link
I post con i nostri commenti sembrano spariti ...
Controlla anche tu se puoi ...
Che SCHIFOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!
| Frà, stavo riguardando i link e quello al sito di Sabina Guzzanti non va bene (spero non abbia cancellato tutto)! Controllo anche gli altri e ti faccio sapere.
| Sì, l'avevo letta sul forum Rai la strana storia successa al centro sociale di Bologna con Iovene ospite (si scrive Iovene con la I perchè se lo scrivi con la J si incazza letteralmente).
Naturalmente Iovene cosciente del fatto di difendere una causa persa ha voluto ripararsi dal danno, la cosa inaspettata (neanche tanto inaspettata) è l'attegiamento di questo centro sociale che si prodiga nel predicare una cosa, ma quando il farla rispettare da loro stessi (cioè la libertà d'espressione) danneggia un amico degli amici (sempre così in questo paese) sono pronti a negare i loro stessi principi e ciò è assolutamente allarmante perchè impedisce una buona comunicazione che sta alla base di qualsiasi buona società....
Di quello che dici tu sul tizio posso dire solo che la cosa non mi stupisce, la contrapposizione e l'esasperazione di certi conflitti aiuta queste fazioni a sopravvivere a danno però del buon senso collettivo e di chi crede in quei valori (presunti)
Ciao e torna quando vuoi, metto il riferimento al tuo post sul post principale qui.
Grazie
| Alla seguente pagina, Link , è archiviata la vicenda della censura a 'Censura Legale' avvenuta in un centro sociale di Bologna (XM24). Il tizio censore, amico del giornalista Jovene, ha messo su anche un paio di siti ad-hoc per esaltare la contrapposizione tra 'neri e rossi'. è gente che sguazza nell'iniquità, gente che dalle coltellate tra individui credenti in diverse correnti politiche (imbecilli circuiti) ne ha fatto il suo mestiere. La gente si scassa di mazzate e loro ricevono favori e 'lavoretti'. Invito con questo a prestare attenzione a tutti i prodi pifferai magici che sventolando fasci littori o falci e martelli sponano il popolo alla lotta intestina, come Totò: armiamoci e partite! Invito a tener conto dei fatti con la propria coscienza, perché non c'è nulla che non si possa capire, se non ciò che nasce come qualcosa di fumoso, da non doversi capire.
Cordialmente Vi saluto.
Flavio
| L'informazione è noi di Paolo Barnard (stupendo) lo posto ora perchè al tempo me ne son dimenticato... :
Link
| Decisamente molto collegato:
Link
| "o" il tuo commento m'è piaciuto molto!!!!
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| Oggi il forum di report ha chiuso, in una sequenza di avvenimenti da brivido, che verranno ricostruiti con un post su questo blog, CIAO!
| Grazie Angelo del tuo post che condivido nella parte finale, ma non in quella iniziale, in quanto se non riusciamo nemmeno a trovare il coraggio di dire ciò che pensiamo, se non abbiamo il coraggio di dire le cose neanche quando le vediamo lucidamente con i nostro occhi, bhè allora c'è addirittura più strada da percorrere di quanto pensassi per arrivare ad essere un paese normale, ciao
| Premessa oggi la madre di tutto "LA VERITA" viene sempre o quasi messa in discussione, se vediamo qualcuno che ruba la borsetta ad una signora, non lasciamoci prendere dai nostri istinti emotivi gridando: AL LADRO AL LADRO!!. Potremmo essere smentiti tra sette otto o nove anni dal tribunale, appello e cassassione. Prima di questi giudizi e consigliabile gridare: al PRESUNTO ladro. Questo vale anche per il caso " censura legale". Comunque per rimanere nell'argomento, se una censura arriva da qualcuno di cui puoi anche aspettartelo, ha un significato ma se giunge di alleato allora la morale cambia.
| Ragazzi, mi presento sono Francesco, io ero molto scettico sulle questione Barnard all'inizio, lo dissi apertamente sul forum di report che ad oggi sembra chiuso (forse definitivamente), ma le mie impressioni iniziali resistono sul forum NON pubblico di POL (nick: francamente)...
Poi un giorno ho deciso di guardare il lungo filmato di un'ora (la prima intervista di Paolo su arcoiris) e rimasi basito, capii la denuncia di Barnard, capii che lui non parlava di sè, ma di una situazione in generale, gli chiesi scusa, postai un paio di messaggi per non ripetermi nelle mie idee, e lascia la discussione.
Poi Report e chi gestisce il forum alla viglia della messa in onda della nuova edizione decise di far piombare la discussione alla pagina 14...
Da quel giorno sono stato bannato 4 volte per avere espresso il mio disappunto e la mia arrabbiatura, per aver censurato (di fatto si tratta di una censura) un fatto scomodo, per il solo motivo che era scomodo...
Tutta la cronistoria della vicenda la trovate sui link della lettera, alcuni non si apriranno, perchè report ha pensato bene di offuscare tutto l'intero forum, questa volte...
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