Il caso Mastellarini-Travaglio
 Apprendo or-ora di questa vicenda, m'era sfuggita, chiedo scusa a tutti, lo so che è un articolo tratto dal blog di Paolo Guzzanti con commenti di Facci (brrrrrrrrrr) ma la denuncia non è partita da lui, quindi fate come se non lo sapeste, mentre leggete:
8 Giugno 2008
Il caso Mastellarini-Travaglio
Gabriele Mastellarini è un giornalista d'inchiesta giovane ma dalle ottime referenze, poiché appena trentenne collabora con testate importanti come il Sole24ore, L'Espresso e Il Mondo. E fra l'altro si è distinto per la sua battaglia per poter accedere ai famosi 100 faldoni inerenti il caso Moro, sino al punto di attivare un ricorso al TAR onde poter ottenere tale accesso. Fatto che denota la serietà del suo metodo di lavoro. A questo indirizzo, la sua scheda biografica:
www.gabrielemastellarini.com
Mastellarini è un estimatore di Travaglio, e la stima pare fosse ricambiata essendo, pare, in programma una prefazione del giornalista torinese al suo libro di imminente pubblicazione.
Ma Gabriele Mastellarini gestisce anche un suo blog personale. Ed essendo per l'appunto quello un suo spazio personale, si è permesso recentemente di scriverci alcuni commenti non proprio lusinghieri, nei confronti di Marco Travaglio. E' normale, sui blog, sentirsi più liberi di esprimersi schiettamente, scevri da vincoli editoriali.
Così il 12 maggio scorso Mastellarini pubblica un articolo dal titolo: Marco Travaglio condannato: Faccio satira. In quell'articolo, un Mastellarini sbigottito, scrive cose di questo tipo: Stimo moltissimo Marco Travaglio, ma stavolta mi ha deluso. Condannato dal Tribunale civile di Torino a risarcire Fedele Confalonieri, si è difeso dicendo che lui fa satira. Incredulo, rileggo le motivazioni della sentenza (messa a disposizione dallo stesso Travaglio) e non ho più dubbi.
E ancora: Travaglio fa satira o giornalismo? Lui si dichiara un interprete satirico. Assurdo. E il giudice (giustamente) non ci crede: Contrariamente a quanto sostenuto dal convenuto Travaglio, non sono ravvisabili i caratteri della satira.
Poi continua, il Mastellarini, ed a proposito delle espressioni usate da Travaglio contro Confalonieri in un suo articolo, quelle cioè che gli sono costate la soccombenza (occhio a non chiamarla condanna) presso il Tribunale civile di Torino, scrive che queste sarebbero nient'affatto comiche ma ritenute diffamatorie dal Giudice torinese che ha condannato Travaglio a rifondere 12.000 euro a Confalonieri e altri 14.000 a Mediaset spa, più seimila euro di spese processuali e altre spese per la pubblicazione dell'estratto della sentenza sul Corriere della Sera. Travaglio ha annunciato ricorso in appello, ma sul sito www.marcotravaglio.it , offre - stranamente - una versione diversa della sentenza. Lui che è sempre molto preciso sulle condanne altrui, scrive che dovrò pagare 10 mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri, mentre in realtà sono 12.000 e dimentica la pubblicazione dell'estratto sul Corriere (che ha un costo non indifferente). Travaglio non riporta anche la condanna a risarcire Mediaset spa per 14.000 euro e soprattutto non dice che davanti al giudice ha definito la propria rubrica di carattere satirico.
Due giorni dopo Gabriele Mastellarini riporta Travaglio al centro dell'attenzione sul suo blog, con un nuovo articolo dal titolo eloquente: Gli scoop (veri) e le risposte (finte) di Marco Travaglio.
In effetti l'articolo inizia in modo amichevole: Diamo a Travaglio quel che è di Travaglio. Stasera si è dimesso il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Simone Luerti, proprio a seguito di un articolo del giornalista torinese pubblicato venerdì scorso sull'Espresso (proprio al fianco di un articoletto mio). Veniva riferito un incontro tra il leader del sindacato delle toghe e l'imprenditore calabrese Antonio Saladino coinvolto nell'inchiesta "Why Not". Luerti aveva spiegato che non vedeva Saladino da oltre 10 anni, ma il magistrato aveva mentito e Travaglio ne ha dato conto. Ecco il giornalismo che ci piace.
Ma dopo aver chiarito quale Travaglio secondo lui è quello buono, ecco che Mastellarini torna subito all'attacco di quello cattivo: Travaglio non ha avuto il tempo di replicare a Libero che aveva pubblicato gli stralci della sentenza con la quale lo si condanna a risarcire Fedele Confalonieri. Come ho scritto, la condanna fa parte del mestiere, ma difendersi in giudizio sostenendo che, in realtà, si stava facendo satira, questo preoccupa e svilisce l'immagine professionale di chi si è sempre qualificato come cronista giudiziario e mai come giornalista satirico oppure come interprete tragicomico (tipo Beppe Grillo o Sabina Guzzanti).
In molti si attendevano una decisa presa di posizione di Travaglio che, invece, non cè stata.
A questo punto è chiaro che la strategia di difensiva di Travaglio nelle sue cause per diffamazione, a Mastellarini non va proprio giù. Quindi, non stupisce più di tanto vedere il giovane giornalista ritornare ancora sull'argomento il giorno successivo. Piuttosto stupisce però vederlo rincarare la dose punzecchiando il collega su alcune imprecisioni dette in TV in danno al leghista Tosi:
TRAVAGLIO IN TV: I CONTI NON TORNANO? (di G. Mastellarini)
15 Maggio 2008 22:58
Una mezza verità di Marco Travaglio nel corso della trasmissione Anno Zero (Raidue) diretta da Michele Santoro. Il giornalista collaboratore di Repubblica, L'espresso e L'Unità ammette di essere stato condannato civilmente a risarcire Previti, ma dimentica la recente condanna del Tribunale di Torino a indennizzare Fedele Confalonieri e Mediaset spa per un totale di oltre trentamila euro (la sentenza la trovate nel link a fianco Sentenze). Anche il conduttore Michele Santoro, fa finta di non sapere nulla. E al pubblico viene propinata un'altra mezza verità. Travaglio è ancora disinformato sul caso Tosi, il Sindaco leghista di Verona condannato in primo grado e in appello per istigazione allodio razziale. Così Tosi può agevolmente replicare a Travaglio, dicendo ciò che io ho scritto sull'espresso un mese fa e cioè che la Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d'Appello di Venezia la precedente condanna di Tosi che - comunque - potrebbe essere riconfermata dal giudice di secondo grado. Ma ad oggi, Tosi non ha nessuna condanna sul groppone (come detto erroneamente da Travaglio).
Per me questa è una bella soddisfazione: ho bruciato sul tempo un grande cronista giudiziario e autore di libri in vetta alle classifiche. Mi spiace che lui non legga le pagine dell'espresso, dove scrive tutte le settimane.
Ed infine, inaspettata, una stoccata micidiale per Marco Travaglio:
Mi permetto di citare Indro Montanelli: I fatti vanno raccontati tutti: chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato?
Un elegante artificio retorico per accusare Marco di disonestà, dunque. Ed usando come strumento proprio una citazione di Montanelli, per giunta. Difficile da sopportare questo, per il nostro marconiglio.
Per fortuna, Travaglio non sa nulla, e quindi occhio non vede, cuore non duole.
Infatti egli alla metà di maggio è in ben altre faccende affaccendato che non a leggersi i blog in giro per il web, compreso quello di Mastellarini.
Ed avrebbe continuato a non saperne nulla, probabilmente, se non fosse che in un suo articolo sul Giornale del 7 giugno, dal titolo "In tv va in onda la fine del travaglismo", Filippo Facci porta Gabriele Mastellarini ed i suoi apprezzamenti su Travaglio, all'attenzione dell'opinione pubblica.
Scrive Facci; Travaglio ha dovuto persino prendere delle lezioni di diritto elementare dal sindaco di Verona Flavio Tosi: il quale gli ha spiegato la mera differenza tra corruzione e finanziamento illecito dei partiti (si parlava di un reato commesso da Umberto Bossi 18 anni fa) e poi ha amabilmente ricordato che Travaglio in precedenza l'aveva definito «cavernicolo» e «troglodita» anche se le sue condanne per istigazione all'odio razziale, ricordate puntualmente da Travaglio, erano state cancellate con rinvio dalla Cassazione. Anche Tosi, insomma, come Castelli, era incensurato e però il documentato Travaglio non lo sapeva. Eppure, quindici giorni prima, l'aveva scritto proprio l'Espresso, settimanale cui Travaglio collabora: a essere preciso l'aveva scritto il suo collega GABRIELE MASTELLARINI, cui Travaglio un paio d'anni fa ha scritto la prefazione di un libro. Ora, sul suo blog, l'ingrato PALOMBARINI ha da dolersi: «Travaglio sul caso è disinformato», scrive, «Tosi non ha nessuna condanna sul groppone. Mi spiace che Travaglio non legga le pagine dell'Espresso, dove scrive tutte le settimane. Mi permetto di citare Indro Montanelli: I fatti vanno raccontati tutti: chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato». E questo è un uppercut: Montanelli citato contro Travaglio. Sempre durante Annozero, poi, Travaglio si era difeso dall'accusa di essere un «pregiudicato» ammettendo d'esser stato condannato solo in sede civile. Ed è un classico schema di Travaglio: da un lato la precisione del maestrino, dall'altro, a proposito di se stesso o dei suoi amici, sciatteria e omissioni a non finire: «Travaglio dimentica la condanna del Tribunale di Torino a indennizzare Fedele Confalonieri e Mediaset per un totale di oltre trentamila euro», ha ricordato ancora Palombarini sul suo blog.
L'articolo di Filppo Facci, produce due effetti importanti per il nostro raccontino.
Innanzitutto, si muove Mastellarini, che scrive subito al Giornale una lettera con pretesa di pubblicazione di rettifica, inviando la stessa per conoscenza anche a Travaglio:
Al Direttore responsabile de Il Giornale
Milano
Al dott. Marco Travaglio
c/o Red. La Repubblica Torino
OGGETTO: RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE INTEGRALE RETTIFICA AI SENSI DELLA LEGGE SULLA STAMPA
Giulianova, 7 giugno 2008
In rif. allarticolo apparso in data odierna su Il Giornale pp. 1-9
Innanzitutto prendo atto della mail ricevuta stamane dal sig. Filippo Facci e la riproduco: Oggi (sabato) ho scritto un articolo sul Giornale dove prima ti nomino correttamente (Gabriele Mastellarini) e poi trasformo il tuo nome in Palombarini, poi ancora in Mastellarini, insomma faccio casino. E che, chissà perchè, mi tornava in mente continuamente il magistrato Paolo Palombarini. Sorry. Non è voluto, ovviamente: non avrebbe senso. Non sono mica Emilio Fede?.
Infatti il mio cognome non è Palombarini ma Mastellarini.
Con la presente vorrei però SMENTIRE CATEGORICAMENTE ALCUNI PASSAGGI DEL TESTO CHIEDENDO L'INTEGRALE PUBBLICAZIONE DI QUANTO SOTTO:
1) NON E VERO CHE MARCO TRAVAGLIO HA SCRITTO PREFAZIONI A UN MIO LIBRO TRE ANNI FA. IL SAGGIO IN QUESTIONE ASSALTO ALLA STAMPA (EDIZIONI DEDALO) E STATO SCRITTO CON LA PREFAZIONE DEL PROF. NICOLA TRANFAGLIA E LA COPERTINA E RIPORTATA SUL SITO WWW.GABRIELEMASTELLARINI.COM, CHE IL SIG. FACCI HA CONSULTATO IN MANIERA FIN TROPPO SUPERFICIALE E PRO DOMO SUA;
2) IN REALTA' AVEVO CHIESTO UNA PREFAZIONE A MARCO TRAVAGLIO PER UN PROSSIMO LIBRO, MA QUESTI PROPRIO STAMANE IN UNA TELEFONATA AL VETRIOLO HA RITIRATO OGNI DISPONIBILITA' IN TAL SENSO.
3) IL SIG. FACCI CERCA DI MISTIFICARE LE CARTE. NEL MIO BLOG PARLAVO CHIARAMENTE DI CONDANNA CIVILE E NON PENALE DI TRAVAGLIO SUL CASO MEDIASET-CONFALONIERI, COME PERALTRO DOCUMENTATO DALLO STESSO MARCO TRAVAGLIO SUL SITO WWW.MARCOTRAVAGLIO.IT.
4) NON CREDO CHE MARCO TRAVAGLIO SIA STATO CONDANNATO PENALMENTE ALLA STREGUA DI ALTRI POLITICI NE TANTOMENO L'HO SCRITTO, MA PARLAVO SOLO DI CAUSE CIVILI (ANCHE SE SI E PUR SEMPRE IN PRESENZA DI UNA CONDANNA COMMINATA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO); 5) RIGUARDO ALLA VICENDA TOSI MI RIMETTO A QUANTO GIA' AMPIAMENTE SCRITTO.
CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE INTEGRALE AI SENSI DELLE VIGENTI LEGGI, SALUTO DISTINTAMENTE.
Gabriele Mastellarini
Ma il secondo e ben più importante effetto, è stato quello di attirare la curiosità del Marconiglio, che non appena letto l'articolo di Facci, si fionda a curiosare nel blog del buon Mastellarini.
Del risultato di questa visitina, possiamo intuire già qualcosa leggendo il punto 2 della precedente lettera di Mastellarini al Giornale.
Ma ancora più divertente, è leggere lo scambio di SMS tra Travaglio ed il collega, pubblicato sul suo blog, senza colpo ferire, dallo stesso Mastellarini:
Mi scrive Marco Travaglio
7 Giugno 2008 14:40
Cito alcuni sms pervenuti ora sul mio cellulare da Marco Travaglio:
Vai a studiare il diritto di critica nelle vere democrazie. E vergognati per quello che hai scritto, XXXXX che non sei altro. Mi dispiace una sola cosa: che il mio nome compaia sulla copertina di un tuo libro.
Davvero notevole questo messaggino di Travaglio, perché dimostra sia che il giornalista torinese comincia a malsopportare le critiche dei colleghi del gruppo dell'espresso, che evidentemente lo fanno sbroccare di brutto (tanto che non si limita ad accusare il collega di essere anche solo un pezzo di XXXXX o, ad es., una faccia di XXXXX, ma scrive proprio XXXXX nella sua interezza, e senza nessuna concessione, al povero Mastellarini, allessere anche solo qualcosa di leggermente diverso che non sei altro.), sia che non rammenta neppure, (perlomeno a caldo, nel pieno dello sbrocco) le prefazioni che ha scritto, o comunque dove e quando compaiono scritti che portano la sua firma.
Quindi ecco Mastellarini che correttamente e pacatamente corre a rinfrescargli la memoria con un messaggino di replica:
Replico io: Guarda che tu a me non hai mai scritto nulla (infatti la prefazione è stata scritta da Tranfaglia)
Travaglio risponde come Oliver Hardy quando viene pizzicato da Stan Laurel (stupìììdo, lo so benissimo!):
Non hai niente da rettificare, perché io non ho mai scritto di te. L'articolo del tuo fan Facci mi ha fatto confodere con un giornalista autore di un libro sul maccartismo cui avevo fatto la prefazione. Meglio così. In compenso ho appena letto le cazzate sul tuo blog. Quelle sì diffmatorie. A mai più risentirci.
Wow, ecco comè il Marconiglio, quando sbrocca!
A questo punto, Mastellarini conclude ribadendo la lezioncina, come si fa coi somarelli che non imparano:
I fatti vanno raccontati tutti, chi ne censura qualcuno è un disonesto che prima o poi viene smascherato. (Indro Montanelli, anche se non lho conosciuto di persona)
Bravo Mastellarini, una bella lezione di stile.
Enrix
Tratto integralmente da qui.
Senza gli articoli di Travaglio e i suoi libri, chissa' quanto in basso staremo oggi, e' evidente che ha portato alla ribalta notizie scomode e importanti, ma i fatti vanno raccontati (siempre!), d'altronde comunque non e' una novita' che i guru di turno non amino le critiche a se' stessi, Travaglio evidentemente non ne fa eccezione....
Resta comunque bizzarro sentire un giornalista (e di questo calibro poi...) definire il proprio lavora "SATIRA"...
Francesco
Data inserimento: 02-07-08
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