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L'inchiesta sulla morte di Nugnes fa tremare la politica campana
Tonia Limatola
[2 Dicembre 2008]

La morte dell'ex assessore comunale di Pianura [Napoli], Giorgio Nugnes, potrebbe nascondere una «tangentopoli» napoletana. Il Comune e i vertici della procura smentiscono e il presidente Giorgio Napolitano prende le distanze dalla classe politica campana.

Fa tremare la politica campana l'inchiesta che potrebbe far emergere una tangentopoli napoletana.
Per ora si tratta solo di voci, puntualmente smentite sia dal comune di Napoli che dai vertici della Procura, alimentate dalle circostanze in cui si sarebbe suicidato l'ex assessore comunale Giorgio Nugnes, dimessosi a ottobre dopo essere stato coinvolto nello scandalo sui rifiuti e le proteste degli ultrà contro la discarica di Pianura, quartiere di cui era originario e dove ieri si sono svolti i funerali alla presenza di tanta gente comune, oltre che di politici.

Eppure Nugnes che si diceva perseguitato dai giudici, si sentiva anche abbandonato dai colleghi di partito. Sospeso dal Pd, era rimasto solo. L'inchiesta in cui era stato coinvolto assieme ad altre 34 persone gli aveva anche tagliato le gambe nella corsa alla Regione. E nei giorni scorsi, temeva di essere coinvolto in una nuova inchiesta legata ad mega appalto per la manutenzione di strade e palazzi. Quello della Global Service, per intenderci. Nell'affaire sarebbero coinvolti altri venti esponenti politici napoletani, ma finora non è arrivato a destinazione nessun avviso di garanzia. L'ipotesi del suo coinvolgimento gli sarebbe stata paventata al telefono, ancora da chi non si sa, e dopo la conversazione ' dicono alcuni testimoni ' sarebbe impallidito. Inevitabile la polemica su un'eventuale fuga di notizie dalla Procura. Secondo prime indiscrezioni sembrava anche che fosse stato individuato il nome della talpa, ma tutto resta ancora avvolto nel mistero.

Ma al Comune di Napoli, il sindaco Iervolino tenta di fare chiarezza su quello che pubblicamente ha malamente apostrofato come un «segreto istruttorio diventato ormai il segreto di Pulcinella». Presa dai turchi, sembra che abbia chiamato a sé i suoi per chiedere se qualcuno era stato convocato in Procura e al no secco degli assessori non avrebbe tirato un sospiro di sollievo. Secondo i soliti bene informati il confronto, che nelle intenzioni doveva essere franco e diretto, non avrebbe tranquillizzato il sindaco e ed ex ministro dell'Interno.
C'è clima di grande preoccupazione, anche se ufficialmente non c'è ancora nulla. Niente di concreto, insomma, oltre il gran vociare di questa presunta maxi-inchiesta che si starebbe per abbattere su Palazzo San Giacomo. Timore che, resta da dimostrare quanto e perché fondato, avrebbe spinto Giorgio Nugnes al suicidio.

Nel frattempo Iervolino guarda avanti. Il suo mandato scade nel 2011 e annuncia un'accelerata al rimpasto, smentendo le voci di sue possibili dimissioni. Il sindaco sa di dover riorganizzare la squadra di governo, e sostituire Nugnes ' che si era già dimesso ' ed Enrico Cardillo, ormai ex assessore al Bilancio.
Il clima è teso e certo le dichiarazioni sulla classe dirigente del meridione del presidente della Repubblica, in visita a Napoli, fanno riflettere. Napolitano prende le distanze dalla classe politica campana, fa sapere di non gradire la presenza di Bassolino agli incontri ufficiali e non risparmia bordate alla incapacità di approfittare dei fondi europei per promuovere lo sviluppo della Campania e del Sud.
«Bisogna reagire all'impoverimento culturale e morale della politica che è sotto gli occhi di tutti», dice spiegando il senso dei richiami rivolti agli amministratori di tutto il Sud. Secondo il capo dello Stato se il Mezzogiorno non fa una un'autocritica e un'autoriflessione non può fare sentire la sua voce. «Non voglio aggiungere nulla ' continua il presidente ' Sono persuaso che se oggi non si dà il senso di una forte capacità di autocritica e di autoriflessione nel Mezzogiorno, poi la partita per fare passare politiche corrispondenti alle esigenze del Mezzogiorno stesso, diventa enormemente difficile. Si possono denunciare rischi, paventare esiti infausti, ma se ci si sottrae a un esercizio di responsabilità per quello che riguarda l'amministrazione della cosa pubblica nel Mezzogiorno, non si hanno titoli per resistere anche a interpretazioni le più perverse del federalismo fiscale».

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Postato da Francesco Beato in data 02/12/2008 alle ore 16:50:56 con Opera in Linux


Funerale dell'ex assessore suicida Nugnes

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Postato da Francesco Beato in data 01/12/2008 alle ore 17:05:20 con Opera in Linux


Rifiuti, suicida l'ex assessore Nugnes
Era indagato per la rivolta di Pianura


NAPOLI - Si è tolto la vita l'ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, del Pd, coinvolto nell'inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica.

Nugnes si sarebbe impiccato, infilandosi la corda al collo e legandola ad una inferriata. Ci sarebbe stato un tentativo di rianimarlo, rivelatosi poi inutile.

L'uomo era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso, misura in seguito sostituita dal divieto di dimora nel quartiere Pianura. Il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico.

Le indagini della magistratura si basavano su telefonate intercettate tra lo stesso Nugnes e il consigliere di destra Marco Nonno. Al quale l'assessore avrebbe dato indicazioni su come gestire la piazza in rivolta per la discarica.

Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha appreso piangendo la notizia del suicidio mentre era impegnata nell'inaugurazione di due edifici scolastici. Profondamente commossa, si sta ora recando con il suo vice, Sabatino Santangelo, nell'abitazione dove Nugnes si è tolto la vita.

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Comunque la si pensi: Riposi in pace


Postato da Francesco Beato in data 29/11/2008 alle ore 13:59:55 con Opera in Linux


Rifiuti senza fine
di Claudio Pappaianni


Rifiuti a Santa Maria la Fossa, Ferrandelle
Sono stati in Bosnia, a Nassiriya, in Libano. Alcuni sono ancora in Afghanistan e in Kosovo. E c'è chi è rimasto in patria a montar di guardia alle discariche e chi quei rifiuti se li è ritrovati nel cortile della base. A Persano, all'interno dell'area militare che ospita tre caserme e duemila soldati, ogni giorno arrivano oltre trecento balle delle 1.400 prodotte quotidianamente negli impianti che triturano la metà dei rifiuti campani. Più o meno un decimo della monnezza della regione viene accumulata nella base dell'esercito. E' questo il segreto che permette al governo Berlusconi di mantenere pulita Napoli, evitando che il sistema vada in tilt. Ma nonostante il ricorso a questa e ad altre soluzioni di emergenza, la situazione resta altamente precaria. Nella base di Persano una piazzola è già satura: contiene 9.103 balle, che ormai nessuno osa più chiamare 'eco'. Una seconda area di scarico, più grande, in poco più di un mese è quasi esaurita. Ne sono previste almeno altre tre, per un totale di circa 70mila balle che equivalgono a 100mila tonnellate di rifiuti. 'Ci hanno assicurato che saranno le prime a essere smaltite nell'inceneritore', dicono i soldati. Ma ci credono poco anche loro e il clima, fuori e dentro la caserma, è pessimo. Ogni giorno, in 12 della Brigata Garibaldi, mimetica e fez dei bersaglieri, si alternano in tre turni di guardia alla monnezza accatastata a ridosso di 42 case dove vivono le famiglie degli ufficiali.

Oggi nelle città campane la spazzatura è scomparsa: qualche problema resta solo nelle zone periferiche. Ma dopo sei mesi la gestione della crisi appare un misto di leggi speciali e antichi compromessi, con zone militarizzate e altre fuori controllo. A maggio il governo Berlusconi aveva indicato una data ben precisa per il ritorno alla normalità, il 31 dicembre 2009, e una cifra altrettanto netta: 150 milioni di euro. Pochi, paragonati ai due miliardi sperperati in 14 anni di un commissariamento senza fondo. Ma troppo pochi anche rispetto alla sfida titanica di mettere ordine all'anarchia campana. Dalla fine di maggio a oggi, le casse si sono praticamente svuotate e serviranno almeno altri 40 milioni per coprire le spese correnti fino a Capodanno. Questo senza contare che per completare l'inceneritore di Acerra e allestire le discariche di Chiaiano e di Terzigno bisogna trovare subito altri 200 milioni di euro. Mentre per quelle già attive, a Savignano Irpino e Sant'Arcangelo Trimonte, i soldi - 70 milioni - ce li ha messi la Regione Campania. Sommati fanno quasi 450 milioni in tutto, tra risorse spese e stanziate fino ad ora. E la normalità appare lontana.

Brennero express Con due discariche su tre quasi esaurite continuano senza sosta i viaggi di treni colmi di rifiuti verso la Germania: 600 tonnellate al giorno a un costo, tra trasporto e smaltimento, di circa 150 mila euro. Così, in sei mesi, compresi gli spostamenti verso le altre regioni, sono andati in fumo i primi 40 milioni. Se i viaggi continueranno, ne serviranno un'altra decina fino a Capodanno. L'impegno dei mille militari della 'Missione Rifiuti' costa due milioni al mese e altri tre milioni se ne vanno per la gestione degli impianti che tritano l'immondizia. Ma la voce più pesante resta sempre il costo per i 3.500 lavoratori dei consorzi di bacino, pagati profumatamente per realizzare una raccolta differenziata che rimane bassa: ogni mese 13 milioni per gli stipendi. A dirigerli però non ci sono più amministratori di nomina politica, ma ufficiali dell'Esercito.

Corsa al buco Tutto questo con un'emergenza rifiuti tutt'altro che chiusa. L'avvio di un ciclo industriale dei rifiuti in Campania, l'inizio della normalità, è ancora troppo lontano e una nuova crisi è dietro l'angolo.


La cava di Chiaiano dove sorgerà una discarica
L'imperativo è accelerare. A Chiaiano si lavora per approntare la discarica di Cupa del Cane. Non è più un fatto di immagine, un segnale di forza contro le proteste. Quello spazio da 700mila tonnellate a nord del capoluogo è ormai determinante. Avanti tutta, dunque. Nonostante gli imprevisti, come le 10mila tonnellate di amianto e rifiuti tossici trovati sepolti proprio dove il Commissariato e i tecnici regionali avevano escluso contaminazioni. La magistratura indaga e vuole fare chiarezza anche sui proprietari dei suoli: chi ha seppellito lì quei detriti pericolosi, chi lo ha permesso? I terreni espropriati sono in buona parte dell'Arciconfraternita dei Pellegrini, potente associazione di culto, e per il resto di rappresentanti di una stessa famiglia della zona, i Carandente Tartaglia, quasi tutti impegnati nel settore dei rifiuti. Su tutto questo si innesta anche il giallo della gara d'appalto per i lavori e la gestione della discarica. Ad agosto, a buste chiuse, qualcuno segnala il rischio di infiltrazioni della camorra, pronta a imporre mezzi e manodopera in subappalto. L'allerta a Chiaiano resta massima: è l'unico sito presidiato 24 ore al giorno dall'Esercito e persino dai cani antisommossa. La gara se l'aggiudica una ditta di Avellino, la 'Pescatore', che presenta un preventivo con un ribasso del 36 per cento rispetto ai 19 milioni di euro stanziati. Ma qualcosa non va per il verso giusto e la società viene estromessa: 'Abbiamo rescisso il contratto per colpa di una richiesta di aumento dell'appalto', dirà Marcello Fiori, voluto da Bertolaso accanto a sé con un ricco incarico da massimo dirigente di Palazzo Chigi. Alla 'Pescatore' sarebbe dovuta subentrare la Daneco spa, che all'ultimo minuto dà forfait: 'La sera prima sembrava tutto ok. Poi, alle 7 del mattino, il fax di rinuncia', dicono dal Commissariato. Il motivo ufficiale? Non vuole associare il proprio nome 'al grave contesto di Chiaiano' alla vigilia della quotazione in Borsa. Per l'azienda, che in Campania gestisce già la discarica di Sant'Arcangelo Trimonte, mettere le mani su Chiaiano sarebbe tanto rischioso da spingerla a rinunciare a un affare che vale oltre 70 milioni di euro? 'E' un fatto curioso, credo senza precedenti', dichiara l'ex presidente della commissione ambiente del Senato, Tommaso Sodano: 'Quel che è certo, è che questa rinuncia a catena ha fatto allungare i tempi e lievitare ancora di più i costi'. Alla fine, l'incarico è andato a un'azienda napoletana, la Ibi, che curiosamente in pieno agosto veniva data già per favorita nonostante avesse presentato l'offerta più costosa.
(20 novembre 2008)

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Postato da Francesco Beato in data 28/11/2008 alle ore 19:16:00 con Opera in Linux


La Procura conferma: amianto a Chiaiano
Tonia Limatola
[12 Novembre 2008]


«Magistratura pensaci tu». Comitati ricevuti in Procura dopo il ritrovamento dell'amianto nella cava destinata a ospitare la discarica contestata da cittadini, comitati civici e amministrazione comunale. Una scoperta che ha riacceso la protesta dopo gli scontri del «Jatevenne day»: prima il corteo dei mille partito dalla Rotonda Titanìc sabato scorso, poi stamattina l'atteso incontro napoletano con il Procuratore Lepore dopo l'invio di un dossier sulla presenza delle lastre di amianto nella cava di Cinque Cercole.

Il caso è finito anche al Parlamento europeo grazie all'interrogazione della deputata dei verdi Monica Frassoni che invoca la dichiarazione di disastro ambientale e chiede dei provvedimenti contro il governo che insiste con l'attivazione di un sito in cui sarebbero stati fatti anche dei carotaggi per attestarne l'idoneità, ma nel quale sono stati ritrovati «ben diecimila tonnellate di amianto in fibre libere e altri rifiuti tossici contenuti in sacchi di plastica, alcuni recanti anche marchio Enel». Materiale ritrovato per il quale ' secondo le immagini filmate dagli attivisti dei comitati ' ci sarebbe stato anche un tentativo di occultamento. Le foto ritrarrebbero i militari con maschere antigas che interrano i rifiuti speciali. «Se come dicono hanno intenzione di rimuoverle, ci chiediamo ' dice l'ex sindaco Mauro Bertini ' perché le hanno spostate e poi ricoperte di terreno vegetale. Così facendo hanno solo liberato nell'aria le particelle dell'amianto con gravissimo danno per la salute dei residenti. Per questo Bertolaso, Berlusconi e Giannini andrebbero perseguiti per danno ambientale».

L'impegno del sottosegretariato di rimuovere l'amianto ' che secondo documenti dell'Asl Napoli 2 mostrati dai comitati civici sarebbe di un quantitativo di duecentomila tonnellate, cioè ben oltre le diecimila accertate dalla struttura governativa '
impedirebbe ai magistrati di sequestrare l'area. Almeno questo è stato detto nell'incontro di ieri con il procuratore Lepore, anche se ' dicono i rappresentanti dei comitati civici ' hanno avuto promesse che l'inchiesta andrà comunque avanti. «Contiamo su eventuali e nuovi sviluppi», dicono a Marano. Insomma, si ammette la presenza delle lastre cancerogene, ma i lavori vanno avanti. Dell'emergenza si è discusso anche nel corso del convegno promosso da Sinistra democratica al quale hanno partecipato anche Tonino Scala e Arturo Scotto.
Mentre i magistrati lavorano e si attende la risposta della Commissione europea ' che si esprimerà entro sei settimane ' oggi è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza un'area di 200mila metri quadri soggetta a vincolo paesistico, all'interno della quale si trova anche un'ex cava di tufo trasformata in discarica abusiva per inerti di costruzioni, a due passi dalla cava dell'ex Poligono. L'impianto si trova vicino a un'isola ecologica, in un vallone che confina con il Policlinico Nuovo. A questo punto, si conta sulla contiguità territoriale per dimostrare che anche la cava dell'ex Poligono va sequestrata. «Un'iniziativa della procura in tutela nella direzione del diritto alla salute sul nostro territorio ' dicono al presidio dal quale si chiede ai magistrati ' l'accertamento dei responsabili che hanno consentito lo sversamento di amianto e rifiuti pericolosi nell'area della Cava, chiediamo l'incriminazione del Generale Franco Giannini e Bertolaso per disastro ambientale per aver occultato i rifiuti pericolosi in una vasca costruita apposta e poi spianata». Si va avanti anche col ricorso al Tar Lazio per la sospensiva dei lavori per danno alle proprietà, anche se sull'iniziativa i comitati civici si sono divisi. Solo in diciassette, infatti, hanno firmato l'istanza che verrà discussa dai giudici amministrativi il prossimo 20 gennaio. «Quella giudiziaria in sede civile è l'unica arma che abbiamo in mano per opporci», si dice convinto l'avvocato Andrea Faiello, membro della commissione ambiente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli. Al presidio del Poggio Vallesana non si fermano: già da stasera si ritorna a pensare alle nuove forme di protesta che coincideranno con la nuova visita del premier Silvio Berlusconi a Napoli. Visita che avrà lo scopo di fare il punto sulla questione emergenza.

Link


Postato da Francesco Beato in data 12/11/2008 alle ore 21:07:40 con Opera in Linux


Video dell'Amianto nella cava di Chiaiano:
Link


Postato da Francesco Beato in data 10/11/2008 alle ore 11:33:32 con Opera in Linux


Berlusconi: 'Rifiuti sotto controllo
Via a quinto termovalorizzatore'

NAPOLI - 'Abbiamo deciso di dare il via alla progettazione e alla realizzazione di un quinto termovalorizzatore, che servirà a smaltire i cinque milioni di tonnellate di ecoballe ereditate dalle precedenti gestioni. Sarà realizzato nella zona nord-ovest della Campania'. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Napoli dopo una serie di incontri avuti oggi nel capoluogo campano per fare il punto sulla situazione dei rifiuti. 'Per gli altri quattro termovalorizzatori - ha aggiunto - tutto procede secondo programma'.

'Ogni giorno abbiamo grandi difficoltà ad operare. Tuttavia si procede senza esitazioni verso il risultato finale di una regione modernamente attrezzata per lo smaltimento dei rifiuti - ha detto ancora Berlusconi-. E' finita l'emergenza, la situazione è sotto controllo', ha detto dopo la sua ennesima visita a Napoli per valutare lo stato dei lavori per risolvere il problema dei rifiuti in Campania.



Repubblica: Link

5 Tremocosi, 50% di raccolta differenziata in 5 anni, ma che azzo bruceranno mai sti inceneritori?
Vien da pensare che si voglia trasformare la Campania nella discarica di mezza europa legalizzata però ricordandoci sempre che c'è il segreto di stato sugli inceneritori e sulle discariche e che quindi nessuno saprà mai cosa c'è dentro e nessuno sarà neanche mai autorizzato a chiedersi questa cosa...


Postato da Francesco beato in data 01/10/2008 alle ore 18:42:36 con Firefox in Linux


Pancho Pardi: La truffa dell'immondizia rimossa
Ottavo spot di Berlusconi a Napoli. Ma la regione resta invasa e inquinata da un reticolo di discariche occasionali dove i fuochi bruciano notte e giorno, come dimostrano le foto e i video di denuncia di decine di cittadini / L'emergenza che non c'era (VIDEO) / 'Jatevenne day': 27 settembre, manifestazione nazionale a Chiaiano
di Pancho Pardi

Vista di sfuggita nel telegiornale alle spalle di Berlusconi: la solita scena azzurra con il logo cerchiato della presidenza del consiglio (in origine copiato dal logo della presidenza americana) e dentro il cerchio la scritta "Ottava visita del Presidente del Consiglio a Napoli". L'esibizionismo puerile si riveste di oggettività televisiva.
Il governo è la televisione. Ciò che si vede c'è, ciò che non si vede non c'è.
La ripulitura del centro viene continuamente rappresentata e nella messa in scena scompaiono i suoi caratteri approssimativi. E pur vedendone l'aspetto precario, gli elettori di centrosinistra non possono non riconoscerla e allo stesso tempo devono ammettere la disastrosa insufficienza della classe dirigente di centrosinistra che ha lasciato marcire la situazione oltre ogni limite immaginabile per poi consegnare al mago la possibilità di usare la sua bacchetta magica. Se ha senso ora collaborare col governo perché non l'hanno fatto prima quando il governo era nostro? Perché hanno rinviato a dopo ciò che dovevano fare subito?
Ora viene messa in scena la pulizia napoletana ma la regione resta invasa e inquinata. Discariche aperte d'autorità e militarizzate accolgono la spazzatura urbana e non si sa quanto ciò possa durare. Altre discariche vengono aperte nei luoghi meno densi di popolazione, meno problematici dal punto di vista del consenso elettorale, ma proprio perciò pregiati come riserve di spazio e di silenzio.
La città invia la sua spazzatura lontano da sé e inquina luoghi che da sé non avrebbero mai saputo e voluto inquinarsi. L'Irpinia orientale deve subire gli effetti peggiori di una metropoli che non ha mai saputo trovare la misura per autoregolarsi.
Gruppi spontanei testimoniano la realtà incombente della terra dei fuochi. L'area metropolitana è segnata da un reticolo di discariche occasionali, non estinguibili e di continuo rinnovate, dove i fuochi bruciano notte e giorno. I ritratti da satellite forniti da Google lo dimostrano. Vi si brucia di tutto, anche in immediata prossimità di insediamenti e colture. Sotto gli occhi dei tutori dell'ordine, nella piena consapevolezza delle popolazioni circostanti.
Il Tg3 vi ha gettato un rapido sguardo. Gliene rendiamo merito, ma si può scommettere che la coltre dell'indifferenza organizzata cercherà di far dimenticare. A maggior ragione va sostenuta l'azione di chi, prima di tutto, esercita il diritto costituzionale all'informazione. Prima ancora di giudicare: raccontare e far vedere. Il compito del cronista indipendente dai poteri resta garanzia fondativa della democrazia. Non ha alle spalle il logo "Centesima visita nella terra dei fuochi" ma fa del suo meglio per mostrare la verità.
Chi è interessato vada a vedere Link

Fonte: Link


Postato da Francesco beato in data 09/09/2008 alle ore 17:19:56 con Firefox in Linux


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