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Consapevolezza


http://www.artsforge.com/ccards/media/p7014.jpg

Preso pari pari dal forum RAI ( Link ):

La "consapevolezza" è secondo me l'unica arma il cui uso mentale ed etico può portare gli uomini verso un futuro possibile, sufficientemente armonico ed equilibrato ed una sopravvivenza razionalmente gestita su questo piccolo e limitato pianeta.

Per questo motivo in tempi non sospetti, nel giugno 2005, ho cercato di sintetizzarne il concetto in quello che allora definii "Bando dell'uomo consapevole", pubblicato su un forum della Community Rai ora soppresso, e che ripropongo all'attenzione dei nuovi frequentatori, essendo quasi del tutto scomparsi (si intende, come presenza sul forum!) i frequentatori di allora, evidentemente delusi dalla piega presa dalla e nella Community.

Riletto a distanza di qualche anno mi appare forse alquanto presuntuoso e leggermente oleografico: potrebbe sicuramente essere riscritto ed integrato alla luce di molti eventi che si sono succeduti in questi anni. Dei quali però, con un minimo di attenzione, si può anche già trovare in esso una traccia premonitrice.

Buona lettura a chi ne ha voglia...



Il bando dell' UOMO CONSAPEVOLE
The CONSCIOUS MAN ban.


Premesso che "uomo" sta per "persona umana", di qualunque sesso, età e condizione, l' "Uomo Consapevole" ha consapevolezza del fatto che:"

1
Tutti gli uomini hanno gli stessi diritti che ciascuno ritiene di dover avere per se stesso.

2
Tutti gli uomini hanno il dovere di interessarsi dell'affermazione dei propri diritti.

3
Tutti i diritti dell' uomo sono stati enunciati più volte, ma mai attuati.

4
Occorre attivarsi ed emergere dalla massa per chiedere con forza l'attuazione di tali diritti.

5
Occorre mettere operativamente in evidenza la presenza di tutti gli uomini consapevoli.

6
Occorre battersi, con i mezzi dell' etica, della dialettica e dell'informazione, per ottenere questo risultato.

7
L' "Uomo Consapevole" non è un partito, non è una setta, non è una religione, non è una società economica, non è una società ideologica, non ha capi, non ha strutture, non ha bilanci, e pertanto può esprimersi primariamente attraverso la struttura distribuita della "Rete" (Internet) che consente ormai una partecipazione generalizzata ad un numero crescente di uomini, tra cui moltissimi sono già "consapevoli", ma non collegati tra di loro in modo reciprocamente evidente, al di là di frontiere di ogni tipo.

8
Mai l' etica umana degli uomini più consapevoli è stata, negli intenti e nelle azioni, inferiore a qualsivoglia etica religiosa, specialmente in riferimento ai suoi dettami di applicazione pratica. Esistono uomini consapevoli anche all'interno delle religioni, ed è bene che essi vengano alla luce.

9
Il collegamento attivo, a livello internazionale, senza limiti di spazio, di nazione, di razza, di religione di ciascun uomo consapevole con tutti gli altri può condurre alla nascita ed all'affermazione di un "Uomo Consapevole Collettivo" capace con la sua forza distribuita di modificare ed orientare al bene il destino futuro di tutta la comunità umana.

10
L' uomo consapevole è indipendente da ogni forma di potere e non intende assumerne alcuna, salvo il controllo etico effettuato su tutte le forme esistenti per indurle al rispetto operativo, e non soltanto enunciativo e teorico, dei diritti dell' uomo.

11
Questa azione può essere effettuata con successo all'interno ed all'esterno di qualsiasi forma di potere attualmente esistente, fino alla determinazione di un potere mondiale democratico, liberamente fondato, espresso e continuamente controllato, secondo forme nuove e moderne, da tutti gli uomini.

12
Questo orientamento implica primariamente l' azione di stimolo, di orientamento, di modifica e di controllo da parte di ciascun uomo consapevole, nell'ambito sociale a se più prossimo, proprio della forza che ritiene più adatta al conseguimento ed alla diffusione della propria consapevolezza, fino al cadere della necessità di forze di potere, di qualsiasi tipo, antagoniste tra di loro, o coalizzate nello sfruttamento, a qualsiasi titolo, dell' uomo.

13
L' uomo consapevole ha necessità di conoscere tutti gli altri uomini consapevoli per contribuire ad una progressivamente migliore consapevolezza collettiva, in grado di orientare al meglio il destino dell'umanità, e quindi dei singoli individui, quali che siano ed ovunque si trovino.

14
Non esiste ormai più una "cosa comune" diversa dall'intero pianeta che ci ospita, ed i comportamenti umani non possono ulteriormente prescindere da questa consapevolezza.

15
Le risorse di questo pianeta sono definite e finite (cioè non infinite) e non possono essere lasciate in mano a gruppi di uomini che non ne hanno consapevolezza, e che per la loro cupidigia ed arricchimento pregiudicano sia una equa ripartizione delle stesse tra tutti gli uomini nell' attuale, sia la loro preservazione per le generazioni future, generando continue tensioni tra diversi gruppi umani ed il complessivo immiserimento delle non infinite risorse.


16
L' aspirazione al benessere è uno stimolo efficace, ma che diventa distruttivo se non collettivamente ed equamente temperato, affinchè, dando quanto dovuto in più a chi si dimostra più capace, non costringa nessuno a non avere il necessario per una vita dignitosa, sempre nell' ambito delle possibilità totali di prelievo non degenerativo delle risorse del pianeta.

17
Questa considerazione implica un rapporto di valori economici "massimo consentito" tra il più ricco ed il meno ricco, tenendo conto del fatto che la ricchezza viene sempre determinata dal contributo di molti uomini, anche se uno solo, nei vari casi, viene riconosciuto legalmente come suo gestore: occorrerà riconoscere la bontà della sua gestione non solo in funzione dell' esito economico della sua impresa, ma della ripartizione dei vantaggi che ne scaturiscono su tutti coloro che direttamente hanno contribuito a determinarli, nonché su tutta la collettività, che fornisce a tale soggetto umano e giuridico ambiente e risorse per lo sviluppo della sua impresa. Tale osservazione pone un limite massimo definito in assoluto a quanto detto soggetto può legittimamente trattenere per se, sottraendolo a tutta una società coadiutrice, quando superiore ad un valore eticamente prestabilito.

18
L' economia deve restare libera, ma contenuta in valori compatibili con quanto appena espresso, nonché con una equanime e congrua ripartizione delle risorse del pianeta su tutti i suoi abitanti, con livelli di minimo e massimo non travalicabili, all'interno delle possibilità fisiologiche del medesimo pianeta di fornire risorse senza depauperarsi.

19
Per questo motivo è dovere degli stati singoli, progressivamente sempre meglio associati, promuovere la generazione della ricchezza non secondo l'interesse individuale di alcuni, col massimo sfruttamento di luoghi ed occasioni favorevoli al suo accumulo personale o ristretto, di natura abnorme, ma in modo distributivo anche presso le popolazioni meno ricche ed evolute, o addirittura povere, cui è sempre possibile, se si vuole, affidare compiti specifici ed autonomi di produzione capaci di stimolare l'autosufficienza ai detti livelli di dignitosa esistenza. Dette nazioni dovranno essere condotte alla dignitosa autosufficenza con l' aiuto di tutte le nazioni più ricche.

20
Che la guerra è soltanto un mezzo per arrivare ad accaparrare in modo violento risorse che non si riesce ad acquisire per mezzo di accordi equilibrati.

21
Essa deve essere bandita e superata e che resta sempre indizio certo dell'incapacità o della non volontà di superare diseguaglianze e squilibri.

22
Nessun uomo consapevole promuoverebbe mai una guerra. Essa può essere attualmente scatenata all'interno di ordinamenti giuridici arcaici che permettono ad alcuni gruppi di uomini, sfruttandone lo stato di soggezione politica, religiosa o intellettuale, di imporre ad altri il "dovere" di andarla a combattere in propria vece, perdendovi anche la vita, allo scopo di massimizzare il proprio profitto.

23
Mai un uomo consapevole può consentire tale bestiale e disumana aberrazione. Ma che mai potrà impedirla senza uno stretto ed evidente collegamento con gli altri uomini consapevoli, sia all'interno della propria nazione che con le altre nazioni, fino alla caduta dell'ormai ingiustificata esigenza del concetto di "singola nazione", col mondo che ha sempre maggiore necessità di diventare "Nazione Unitaria".

24
I singoli ordinamenti giuridici di ciascuno stato sono ormai soltanto sedimentazione normativa degli interessi di gruppi di potere che per secoli hanno gestito localmente la cosa pubblica, nel proprio stretto interesse e che nel tempo sono stati, lentissimamente, costretti dalla crescente consapevolezza dei propri diritti da parte delle diverse comunità a fare concessioni di carattere democratico, mantenendo però al contempo ordinamenti giuridici sostanzialmente sufficenti a garantire la propria supremazia, col mantenimento di una legislazione economica e sociale solo apparentemente "democratica" e con un uso ridicolo del "suffragio universale".

25
Le leggi civili devono orientarsi ad un modello unificato per l' intero pianeta, essendo univoci i diritti e le necessità di ciascun uomo.

26
Il "suffragio universale", apparente pietra miliare della democrazia, deve essere sostituito dalla "consapevolezza universale", distribuita in una tale quantità di menti e di cuori, a livello planetario, da impedire con reazione istantanea ogni tentativo autoritario di sopraffazione dell'uomo sull' uomo e della nazione sulla nazione.

26
I moderni mezzi di inter-comunicazione di massa possono ormai contribuire a realizzare in tempi ragionevoli questa aspirazione e questo progetto.

27
La "rete" può consentire il raccordo di tutti gli uomini consapevoli, primariamente nell' ambito della propria lingua e nazione, ma contemporaneamente anche in ambito mondiale mediante l' uso di un inglese semplice e discorsivo, comprensibile a tutti, da parte di tutti, con l'ausilio iniziale di uomini consapevoli che si prestino a trasferire il messaggio iniziale da una lingua all'altra mediante quella che viene ormai da tutti riconosciuta come lingua internazionale di scambio.

28
E' auspicabile la presenza di personalità eminenti di qualsiasi razza, credo religioso, credo politico e professione, che condividano questo "bando", per diffondere il messaggio in termini più incisivi ed appariscenti.

29
La crescente massa di uomini consapevoli può orientare i propri governanti ad una definitiva attuazione dei principi universali dei diritti dell'uomo, più volte solennemente promulgati e ratificati e mai attuati, fino alla determinazione di un' autorità mondiale democraticamente definita e controllata, in grado di assicurare giustizia ed equilibrio sociale, pur nell'eventuale ed inevitabile permanenza temporanea degli stati nazionali o di loro aggregazioni.
Permanenza che, con l'aumentare della consapevolezza a livello planetario, cesserà presto di essere necessaria. Nel frattempo operando nel proprio ambito e mantenendo un collegamento che sia il più articolato ed esteso possibile.

30
Questo bando potrà essere perfezionato, senza però essere inutilmente
appesantito con parole di scarso contenuto etico, col contributo reciprocamente riconosciuto di altri uomini consapevoli.



Alla luce di queste consapevolezze si invita ogni uomo che si riconosca consapevole di queste problematiche e di queste necessità a diffondere questo "bando" con i mezzi a sua disposizione, e primariamente per mezzo della rete "Internet", verso ogni sito potenzialmente raggiungibile, allo scopo di creare una "rete nella rete", con l'auspicio di realizzare in qualche modo "nodi" nazionali che si cercherà di coordinare nel modo migliore possibile all'interno della nazione e di collegare con quelli di altre nazioni.
E' altresì auspicabile l' immediata e contemporanea nascita di un "nodo" mondiale in lingua inglese, da collocare momentaneamente nella locazione più idonea.


Data inserimento: 09-11-08






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