Con la guerra in Ossezia torna a correre il prezzo del petrolio
11 agosto 2008
Rimbalzo positivo per le quotazioni del greggio, sulla scia di timori di ricadute negative per la produzione a causa dell'escalation delle ostilità tra Russia e Georgia. Negli scambi dell'after hours sul Nymex, la Borsa delle materie prime di New York, i futures in prima scadenza registrano un aumento da 1,56 dollari, con il barile di West Texas Intermediate a 116,76 dollari. Nel frattempo a Londra il barile di Brent, il petrolio del Mare del Nord, aumenta di 1,72 dollari a quota 115,05.
Quotazioni in rialzo a Londra e New York
Nella prima metà di luglio il Wti aveva segnato il suo ultimo picco, superando i 147 dollari. Successivamente si sono intensificati i timori di rallentamento dell'economia, e i corsi petroliferi, tra attese di indebolimento della domanda, hanno registrato un netto rientro.
Stamattina, proprio sui recenti cali del petrolio avevano espresso preoccupazione alcune fonti dell'Opec, secondo quanto riporta Dow Jones, aggiungendo che i prezzi vengono tenuti attentamente sotto controllo. Altri esponenti del cartello degli stati esportatori di greggio hanno affermato di attendersi una ripresa dei prezzi sulla scia delle ostilità russo georgiane.
L'Azerbaijan taglia le forniture dopo la crisi in Caucaso
La crisi in Caucaso ha ripercussioni sul prezzo del greggio perché, in territorio georgiano, passa l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyahan che porta il petrolio azero in Europa, tagliando fuori la Russia. Il Btc collega la capitale dell'Azerbaijan, Baku, con il terminal costiero di Ceyhan, sulla costa turca del Mediterraneo, passando per Tbilisi. E' il secondo al mondo per lunghezza, in tutto è lungo 1.774 chilometri. E' la principale arteria per far affluire il greggio del Mar Caspio ai mercati occidentali. La compagnia di stato dell'Azerbaijan ha fatto sapere sabato scorso che le esportazioni sono state dimezzate a causa del coinvolgimento di due porti georgiani negli scontri. Venerdì il primo ministro della Georgia, Lado Gurgenidze, aveva accusato i russi di aver cercato, senza successo, di bombardarlo.
I Paesi dell'Opec hanno già raggiunto gli incassi del 2007
Nei soli primi sei mesi dell'anno i paesi del cartello petrolifero hanno incassato quasi la stessa cifra che avevano ottenuto nell'intero 2007: 645 miliardi di dollari, sulla scia dei recenti record di prezzi e produzione, a fronte di 671 miliardi che rappresentano il fatturato dello scorso anno. E per l'intero 2008, riporta in prima pagina il Financial Times, citando dati dell'amministrazione Usa, dovrebbero incamerare 1.245 miliardi di dollari con l'export di oro nero.
Sole24ore
|