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SCIOPERO!!!


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Sciopero in corso (per un tempo ancora non definito) per la condanna per stampa clandestina del blogger Carlo Ruta e per la censura sul WEB che ha toccato anche il giornalista Paolo Barnard reo di aver pubblicamente spiegato i meccanismi di censura del giornalismo Italico.
Non se ne può più!!!!!!!!!!



Link sul caso RUTA:
BLOG E' STAMPA CLANDESTINA
Caso RUTA: sentenza


Link sul caso Barnard:
Vicenda Barnard e la censura legale
Lettera aperta a...
REPORT CENSURA 'CENSURA LEGALE'
Video Arcoiris: IMPORTNATE, DA VEDERE!!!!

Altri casi di censura sul WEB:
La SIAE spagnola condanna un blogger
Russia, condannato blogger



Il comunicato stampa sul caso:
Comunicato stampa

Chiuso per sciopero. La protesta dei blogger

L'indignazione per la condanna di Carlo Ruta per stampa clandestina dilaga sempre piu' sul web, con risvolti che vanno facendosi clamorosi. Su iniziativa di alcuni blogger e' partito uno sciopero in rete, da cui potrebbe uscire un evento di portata notevolissima, unico in Italia e in tutto l'Occidente. Hanno gia' aderito un discreto numero di siti. Giungono notizie che l'adesione potrebbe farsi imponente. I blogger che hanno promosso la protesta hanno espresso con determinazione che intendono resistere alla morsa oscurantista che va stringendosi sul paese, reclamando la piena liberta' d'informazione e di espressione, garantita dall'articolo 21 della Costituzione. Ecco alcuni link pervenutici dei blogger in sciopero:
Sergio Berto
Marco trulli
Julien
Procopio
I blogger che aderiscono alla mobilitazione sono pregati di darcene comunicazione con urgenza. Degli sviluppi della protesta verra' dato conto con ulteriori comunicati. Giovanna Corradini; Paolo Fior; Nello Lo Monaco; Vincenzo Gerace; Carlo Gubitosa; Carla Cau; Serena Minicuci; Teodoro Crescione; Angelo Genovese; Giuseppe Virzi'; Luisa La Terra; Andrea Mangano.
Si prega di pubblicare e diffondere.
Grazie




Data inserimento: 13-09-08






Petzione pro Barnard

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8 nuove leggi per i parlamentari

 

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Commenti al post

La Camera manda avanti il DDL anti-blog
PI - News
di Luca Spinelli

Roma - Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto 'DdL Levi-Prodi', disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l'obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa.

La notizia, scoperta del giurista Valentino Spataro e rilanciata da Punto Informatico, fece scoppiare un pandemonio. Si scusarono e dissociarono i ministri Di Pietro e Gentiloni, ne rise il Times, Beppe Grillo pubblicò un commento di fuoco sul suo blog. Il progetto subì una brusca frenata e dopo un po' le acque si calmarono. Cadde il governo Prodi.

Un anno dopo: novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).
Minotti ne fa una breve analisi sul proprio blog, marcando le diversità fra il nuovo testo e quello precedente. Abbiamo tuttavia alcune differenze di interpretazione. Diamo insieme un'occhiata ai punti salienti del progetto di Legge per capire cosa possono aspettarsi i navigatori e i blogger italiani:
Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.
All'apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall'obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l'unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

Il ragionamento è semplice. L'apposizione di banner è un'attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un'attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

Rockerduck: 'Se non cancelli l'articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa.'
Paperino: 'Ma il mio blog non è una testata!'
Rockerduck: 'Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un'impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l'articolo ti denuncio pure per stampa clandestina.'
Paperino: 'Ok. Sob.'

Provate a sostituire 'Rockerduck' con 'picciotto' e 'Paperino' con 'cittadino' e il gioco è fatto.



Link


Postato da Francesco Beato in data 10/11/2008 alle ore 11:35:40 con Opera in Linux


La sentenza di Modica suscita indignazione ovunque. I commenti dall'estero: Link


Postato da Francesco beato in data 07/10/2008 alle ore 19:17:17 con Firefox in Linux


Emergenza libertà sul web. Presa di posizione della European Digital Rights contro la sentenza di Modica.

La sentenza di condanna emessa dal giudice Patricia Di Marco nei riguardi di Carlo Ruta, per stampa clandestina, desta sempre più allarme e preoccupazione, non solo in Italia. E' del 24 settembre la presa di posizione dell'European Digital Rights, la maggiore organizzazione europea per la difesa dei diritti digitali, con un intervento su Edrigram, che pone in rilievo tanto l'anacronismo della legge italiana sulla stampa clandestina quanto l'intepretazione incongrua e oscurantista che di essa è stata data dal giudice siciliano. Si tratta di un atto importante, che, con altri del medesimo rilievo, provenienti da autorevoli sedi associative e istituzionali europee, dà la misura della grave situazione che interessa l'Italia, a seguito dei continui attacchi che, a tutti i livelli, vengono lanciati contro le libertà costituzionali e la democrazia. La European Digital Rights, con sede centrale a Bruxelles e rappresentanze in 17 paesi europei, è stata costituita nel 2002 da 28 organizzazioni nazionali impegnate sui temi dei diritti civili.

Per la redazione di Voci Libere
Giovanna Corradini


accadeinsicilia@tiscali.it
giornalismi.info
Le inchieste.com

Il testo dell'organizzazione European Digital Rights:
Link


Postato da Francesco beato in data 26/09/2008 alle ore 22:42:34 con Firefox in Linux


Associazione Cuntrastamu newsletter
25 settembre 2008
  
Sostieni Carlo Ruta - una donazione per la libertà d'informazione
 
Qualche tempo fa Carlo Ruta scrisse una lettera nella quale mi chiedeva per il suo sito un parere sulla vicenda Spampinato. Io - che non sono un esperto - non ne sapevo molto, e il poco che sapevo lo avevo letto (distrattamente, lo ammetto senza remore) proprio nel sito gestito da Carlo. Ebbi una reazione simile a quella che provai la prima volta che qualcuno mi raccontò la storia di Peppino Impastato: com'è possibile che in Italia non conosciamo, a livello collettivo, storie come quella di Spampinato?
Se qualcosa conosciamo è solo grazie al lavoro di persone come Carlo Ruta, che si accollano la responsabilità di intraprendere una strada faticosa, a volte pericolosa, che a volte - come nel caso di Carlo, appunto - ha dei risvolti impensabili: ad esempio, una condanna per 'stampa clandestina' per aver gestito un blog che un Tribunale ha ritenuto assimilabile ad un giornale cartaceo per la periodicità degli aggiornamenti. La condanna è avvenuta perché il blog non è registrato come testata giornalistica.
A questo punto mi chiedo quanti dei siti e dei blog che gestiamo dovrebbero essere chiusi per lo stesso motivo? Quella di Carlo è una vicenda che colpisce tutti noi: quelli che hanno il desiderio e la curiosità di conoscere la storia del nostro paese, quelli che vorrebbero fare informazione ma sono inesorabilmente fuori dal giro degli 'intoccabili'.
Per questo motivo Cuntrastamu vi propone di effettuare una donazione per sostenere le spese processuali di questo e di altri undici processi che Carlo sta subendo, per sentire 'nostra' una battaglia che si gioca sul piano del diritto all'informazione in rete.
Raramente Cuntrastamu ha chiesto a chi legge il sito di tirare fuori dei soldi, tutto quello che facciamo cerchiamo di farlo gratuitamente. Ma nel caso di Carlo Ruta - come accadde nel caso di Casablanca, il giornale antimafioso pubblicato per qualche tempo a Catania da Riccardo Orioles - un impegno ve lo chiediamo. Facciamone una questione collettiva e la retorica di quando si dice 'è rimasto isolato, lo Stato era assente, ecc.' lasciamola agli altri. Coraggio!
 
Enrico Natoli
Associazione Cuntrastamu
 
info@cuntrastamu.org
Sito: Link
Pagina per donazione: Link


Postato da Francesco beato in data 26/09/2008 alle ore 01:10:05 con Firefox in Linux


Partito pirata sull'argomento:
Link


Postato da Francesco beato in data 23/09/2008 alle ore 00:04:26 con Firefox in Linux


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