Scoperto l'interruttore dell'HIV
 Notizia bomba, speriamo i media ne diano il giusto risalto, una volta tanto, ripeto, speriamo:
Un gruppo di ricercatori italiani coordinati da Cesare Peschle dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in uno studio pubblicato dalla rivista Nature Cell Biology, ha dichiarato di aver scoperto l'esistenza di un interruttore unico capace di spegnere sia le metastasi tumorali che l'attività del virus Hiv.
L'interruttore in questione è un piccolo frammento di Rna chiamato miR-146a, che regola l'attività del recettore CXCR4, fondamentale per diversi processi all'interno della cellula. Secondo Peschle, le prime terapie che sfruttano il micro Rna sono vicine: «Siamo tutti stupiti dall'estrema maneggevolezza e dalla scarsa tossicità di questi composti - conferma il ricercatore - Penso che potranno avere un'applicazione molto più rapida dei farmaci tradizionali, proprio per queste caratteristiche, nel giro di qualche anno».
«Questo recettore è coinvolto nelle funzioni più disparate - spiega Peschle - in particolare nella produzione delle piastrine e delle metastasi tumorali e nell'ingresso del virus Hiv nei linfociti, un processo fondamentale nello sviluppo del virus». I ricercatori hanno verificato su colture cellulari che la produzione di piastrine può essere stimolata inibendo l'azione del micro-Rna studiato con un farmaco specifico chiamato "antagomir". Il passo successivo sarà cercare di verificare sia in vivo che in vitro che è possibile anche ottenere l'effetto opposto. «Alcuni indagini preliminari ci inducono a utilizzare il miR-146a al fine di sopprimere il recettore per inibire la metastatizzazione dei tumori maligni e l'infezione dei T linfociti da parte di HIV - anticipa Peschle - Sarà questo, infatti, l'oggetto degli studi successivi».
I microRna sono piccoli frammenti di circa 20-25 nucleotidi presenti nelle cellule in migliaia di tipi diversi. La loro scoperta è molto recente, risale infatti al 2001, e molte delle loro funzioni sono ancora sconosciute. «Gli studi sui microRNA, che esercitano la funzione di interruttori molecolari nei circuiti alla base delle funzioni cellulari normali e patologiche, potranno davvero rivoluzionare il modo di sviluppare le future terapie per i tumori - spiega Enrico Garaci, presidente dell'Iss - Studi come questo dimostrano che si tratta di una frontiera estremamente interessante da esplorare ancora, soprattutto per la scarsa tossicità delle terapie che ne potranno derivare».
Tratto da qui
Per approffondimenti:
wikio
Nature.com
Messaggero.it
Corriere.it
Data inserimento: 23-06-08
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